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DIAMOCI UNA MOSSA CON ‘STI VACCINI - SECONDO UN SONDAGGIO AGLI SCIENZIATI DELLE UNIVERSITA' JOHNS HOPKINS, YALE, IMPERIAL COLLEGE E ALTRE, POTREMMO AVERE MENO DI UN ANNO PRIMA CHE I VACCINI ANTI COVID-19 DIVENTINO INEFFICACI - IL PRESIDENTE DELLA PEOPLE’S VACCINE ASSOCIATION: "OCCORRE IMMUNIZZARE IL 27% DELLA POPOLAZIONE DEI PAESI PIU' POVERI" - AL MOMENTO, IN PAESI COME LA THAILANDIA E IL SUD AFRICA SOLO L’1% DELLA POPOLAZIONE È STATA VACCINATA, MENTRE IN ALTRI PAESI SIAMO GIÀ A UN QUARTO DEGLI ABITANTI…
Dagonews da www.theguardian.com
Secondo un sondaggio condotto dalla People’s Vaccine Alliance, un'associazione di organizzazioni che include la Amnesty International, Oxfam e UNAIDS, un piano vaccinale immediato su scala globale è fondamentale per evitare l’emergenza di nuove varianti di COVID-19 potenzialmente più contagiose o più letali.
Questa predizione arriva da circa due terzi dei 77 epidemiologi, virologi ed esperti di malattie infettive da 28 paesi diversi intervistati. Secondo l’88% delle risposte, la scarsa copertura vaccinale di alcuni paesi più poveri potrebbe aumentare il rischio che emergano nuove mutazioni del virus resistenti ai vaccini. Stando agli scienziati di istituti come la Johns Hopkins, Yale, Imperial college e molti altri, già entro un anno potremmo assistere alla nascita di nuove pericolose varianti.
È dunque fondamentale aumentare gli sforzi internazionali per una distribuzione più veloce ed efficiente dei vaccini. Di particolare interesse sono i vaccini mRNA utilizzati da compagnie come Pfizer/BioNTech e Moderna, che possono essere alterati in tempi relativamente brevi (qualche settimana o mese) per contrastare nuove varianti.
Purtroppo, questi tipi di vaccini sono più costosi da produrre, trasportare e mantenere, motivo per cui molti paesi poveri non possono ordinare questi vaccini. Infatti, nazioni più ricche come gli Stati Uniti e l’Inghilterra sono già riusciti a vaccinare circa un quarto della popolazione, mentre altri paesi come il Sud Africa e la Thailandia soltanto l’1%.
Covax, la coalizione globale per contrastare il “nazionalismo dei vaccini”, ambisce a fornire vaccini a circa il 27% della popolazione dei paesi meno abbienti entro la fine del 2021. Secondo Max Lawson, presidente della People’s Vaccine Alliance, i ricercatori dei vaccini anti COVID-19 dovrebbero condividere le loro tecnologie e formule per accelerare i tempi di produzione e distribuzione su scala globale.
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