voli cancellati

PREPARIAMOCI A UN’ESTATE DI FUOCO  LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CONTESTANO LE DICHIARAZIONI DEL COMMISSARIO UE AI TRASPORTI, APOSTOLOS TZITZIKOSTAS, CHE HA DETTO CHE, IN CASO DI VOLI CANCELLATI PER MANCANZA DI CARBURANTE A CAUSA DELLA GUERRA IN IRAN, I PASSEGGERI NON VERRANNO RISARCITI – PER L’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, IL RISARCIMENTO DOVREBBE SCATTARE SE LA COMPAGNIA ERA A CONOSCENZA DEL PROBLEMA E NON HA AVVISATO IN TEMPO O HA VENDUTO COMUNQUE I BIGLIETTI – LE GRANDI COMPAGNIE AEREE GIOCANO D’ANTICIPO: IL GRUPPO LUFTHANSA TAGLIERÀ 20MILA VOLI ENTRO OTTOBRE…

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CETRIOLI AD ALTA QUOTA – SE QUEST’ESTATE I VOLI SARANNO CANCELLATI PER GRAVE CARENZA DI CARBURANTE, I PASSEGGERI NON VERRANNO RISARCITI – IL COMMISSARIO UE AI TRASPORTI, APOSTOOS TZITZIKOSTAS, HA RICORDATO LA NORMATIVE EUROPEA: IN CASI ECCEZIONALI, COME L’IMPOSSIBILITÀ DI RIFORNIRE GLI AEREI, LA COMPAGNIA NON È TENUTA AL RISARCIMENTO AGGIUNTIVO MA SOLO A UN RIMBORSO, ALLA RIPROTEZIONE E ALL’ASSISTENZA IN AEROPORTO… https://www.dagospia.com/cronache/se-i-voli-saranno-cancellati-per-grave-carenza-carburante-i-passeggeri-non-471669

 

Estratto dell’articolo di Aldo Fontanarosa per www.repubblica.it

 

jet fuel - carburante per aerei

Ora i viaggiatori europei rischiano, con il danno, la beffa. Supponiamo che, nel pieno della guerra del Golfo Persico, il nostro volo non parta perché l’aeroporto manca del cherosene per il velivolo. La compagnia deve “riproteggerci”, certo: dovrà trovarci un posto su un volo successivo. E se non c’è un decollo utile dovrà restituirci il denaro del biglietto. Ma non sarà tenuta a risarcirci per il danno che subiamo a causa della mancata partenza sotto forma di “compensazione monetaria”.

 

Apostolos Tzitzikostas

A Bruxelles, Apostolos Tzitzikostas - commissario Ue al Trasporto sostenibile - spiega le ragioni di questo assist ai vettori aerei. In sostanza, la carenza di cherosene nello scalo è considerata una circostanza eccezionale, indipendente dalla volontà della compagnia. Come un uragano o un terremoto. Di qui l’orientamento della Commissione Ue, che esclude la compensazione in favore del viaggiatore quando il serbatoio è in rosso.

 

IL NO DEI CONSUMATORI

jet fuel - carburante per aerei

Le parole del commissario Ue non sfuggono alle associazioni dei consumatori di mezza Europa, che sono già in allarme. In Italia, si muove l’Unione Nazionale Consumatori che avverte: la mancanza di cherosene non è sempre una circostanza eccezionale, dunque non assolve la condotta del vettore a prescindere.

 

Il risarcimento sarà dovuto nel caso la compagnia - informata per tempo della mancanza di carburante - non abbia avvisato il passeggero con anticipo. Oppure quando la compagnia non ha ordinato tempestivamente il carburante. O ancora, se la compagnia, pur sapendo che non avrebbe ricevuto il carburante, ha comunque venduto i biglietti di quel volo.

 

Pronostico: se davvero l’Europa andrà incontro a una raffica di cancellazioni questa estate, le liti tra vettori e vacanzieri scaricati a terra saranno all’ordine del giorno.

LUFTHANSA

 

GIOCARE D’ANTICIPO

Le grandi compagnie aeree giocano d’anticipo. Piuttosto che avventurarsi domani in tagli improvvisi delle partenze, cominciano da subito a ridimensionarle. Ultimo della serie è il Gruppo Lufthansa che eliminerà 20.000 collegamenti a corto raggio entro ottobre.

 

[…] Le prime misure sono già operative: passeggeri prenotati stanno ricevendo email e sms su circa 120 voli giornalieri eliminati fino alla fine di maggio. […]  Il Gruppo Lufthansa - con un occhio ai soci in apprensione e alle Borse - fa sapere che le misure consentiranno un risparmio di oltre 40.000 tonnellate di carburante. Basterà tutto questo a superare la tempesta? Non è detto. Il Gruppo tedesco - che controlla anche Ita Airways per il 41% del capitale - si riserva di comunicare tra fine aprile e inizio maggio «ulteriori modifiche al programma dei voli estivi».

 

jet fuel - carburante per aerei

[…] Il rischio di defezioni dagli Usa è alto. Gli americani hanno manifestato una disaffezione verso i nostri Paesi ben prima della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il dollaro debole e l’euro forte hanno innescato una flessione delle presenze fin da ottobre del 2025 e di nuovo a febbraio del 2026. […]

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