SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È…
NEL CASO ESCORT A MILANO ERANO COINVOLTE UN CENTINAIO DI RAGAZZE, UNA SETTANTINA DI CALCIATORI, 26 LOCALI CON CUI C'ERANO ACCORDI, DECINE DI TASSISTI, INSOMMA TUTTI CONOSCEVANO IL GIRO DI SOLDI E MIGNOTTE EPPURE GLI INDAGATI FINORA SONO SOLO EMANULE BUTTINI E DEBORAH RONCHI, ORA AI DOMICILIARI, E DUE LORO COLLABORATORI - LE GIOVANI VENIVANO ACCOMPAGNATE ALLA DISCOTECA "PINETA" DI MILANO, DOVE ENTRAVANO NEL PRIVE' DA UN INGRESSO RISERVATO AI VIP, E NON DA QUELLO CHE VENIVA DEFINITO "PLEBEO" - I 200 MILA EURO DI BONIFICI DEI CALCIATORI ALL'AGENZIA DI ESCORT E IL MISTERO DEL TESORETTO DI BUTTINI E RONCHI, CHE AVREBBERO SPOSTATO IN LITUANIA I SOLDI INCASSATI - DALLE PRIME AUDIZIONI, LE ESCORT, SENTITE COME TESTIMONI, AVREBBE RIFERITO SULLA PIENA CONSAPEVOLEZZA DEI CALCIATORI, ALCUNI DEI QUALI POTREBBERO ESSERE CONVOCATI PIÙ AVANTI, SU QUELLO CHE SUCCEDEVA NEL DOPO-SERATA - GLI AFFARI ANDAVANO COSÌ BENE CHE IL METODO DI RECLUTAMENTO DELLE GIOVANI ATTRAVERSO I CANALI SOCIAL NON BASTAVA PIÙ: ALLE RAGAZZE CHE GIÀ ERANO ALLE LORO DIPENDENZE VENIVA CHIESTO DI TROVARNE ALTRE
1 - MILANO ALCUNI CALCIATORI POTREBBERO ESSERE SENTITI COME TESTIMONI
Estratto dell'articolo di Andrea Siravo per “la Stampa”
deborah ronchi emanuele buttini 2
Da lunedì sono chiusi agli arresti domiciliari nella loro grande palazzina con i tetti alla francese e le finestre esagonali, in un quartiere residenziale di Cinisello Balsamo, primo comune dell'hinterland Nord di Milano.
È la casa-ufficio-dormitorio di Deborah Ronchi, 38 anni, e il compagno Emanuele Buttini, 37 anni, i due titolari della "Ma.De Milano", accusati di essere a capo dell'associazione per delinquere che favoriva un giro di escort destinato a calciatori, sportivi e imprenditori. Qui nel vicolo, appena fuori una stradina privata, per nove mesi l'anno, tra il venerdì e il sabato, era un continuo via vai di furgoni neri.
Arrivavano a tarda sera per caricare le giovani ragazze che dovevano allietare le notti brave dei professionisti del pallone.
All'alba dal centro di Milano facevano il percorso inverso. Spesso non ripartivano dagli indirizzi della trentina di locali, tra ristoranti e discoteche, in cui la coppia Ronchi-Buttini organizzava eventi, ma dai lussuosi hotel in cui le ventenni avevano trascorso la notte con i clienti.
deborah ronchi emanuele buttini 1
Le indicazioni agli autisti ingaggiati dalla Ma.De. Milano arrivano direttamente dalla trentottenne: «Vai a prendere la ragazza all'hotel, sentiti con Josh... Perché Josh deve recuperare quella ragazza che c'è in hotel più altre due che se le porta lui al Philippe Plein. (...) Le altre quattro che rimangono le porti al Just», spiegava il 16 novembre 2025 intercettata dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della GdF di Milano.
A riprova che le ragazze immagine e le escort andavano dove solamente le veniva detto, senza avere alcuna libertà di scelta, gli inquirenti valorizzano un'altra conversazione captata nel corso delle indagine: «C'è il nostro van che lì sotto ci prende - dice una escort co-indagata - Ci porta al ristorante e poi ci porta al Pineta».
Ecco, il Pineta, la discoteca in zona Farini era il fulcro degli affari della coppia. Da inizio autunno a fine primavera, prima di spostare per la pausa estiva il loro business in Grecia sull'isola dei vip di Mykonos.
Con i gestori del locale Ronchi aveva stretto un accordo per avere in esclusiva il super privé. Un parte riservata dove allestire i tavoli attorno a cui si sedevano i calciatori di Serie A. Un locale nel locale, con accesso secondario che evitava ai facoltosi clienti di mischiarsi all'ingresso con quelli regolari.
Secondo la procuratrice aggiunta Bruna Albertini ci sarebbe «un'inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo e il versamento di importi elevati con l'accesso diretto a prestazioni sessuali, il cui prezzo sarebbe quindi incluso nell'importo versato».
Dalle prime audizioni, negli uffici delle Fiamme gialle, le escort, sentite nelle vesti di testimoni, avrebbe riferito sulla piena consapevolezza dei calciatori, alcuni dei quali potrebbero essere convocati più avanti, su quello che succedeva nel dopo-serata. Con le ragazze nelle stanze d'albergo, prenotate dagli organizzatori, non ci finivano per un'improvvisa intesa sbocciata tra un ballo e una bevuta in discoteca, ma soltanto perché venivano pagate.
Poche centinaia di euro - a sentir loro - di cui solo il 50% rimaneva nelle loro tasche, mentre il restante veniva spartito tra Ronchi, Buttini e il loro stretti collaboratori. Un bonus del 10% li veniva riconosciuto solo e se convincevano a fare il tavolo in discoteca. Le giovani non venivano direttamente pagate dal cliente di turno. «I soldi delle buste che erano delle ragazze, che non ho consegnato li hai presi te vero?», si confrontava la donna con il compagno.
Gli accertamenti hanno ricostruito ricavi dalla presunta attività illecita per oltre un milione di euro. Tutto in nero, perché nulla veniva dichiarato al Fisco. «Buttini - sottolinea il pm - non ha dichiarato redditi dal 2015 al 2023 e nel 2024 ha dichiarato di percepire redditi di lavoro dipendente per complessivi euro 16.988 dalla compagna Deborah Ronchi». Gli affari andavano così bene che il metodo di reclutamento delle giovani attraverso i canali social non bastava più.
deborah ronchi emanuele buttini
Nell'ultimo periodo alle ragazze che già erano alle loro dipendenze, circa un centinaio, veniva chiesto di attivarsi per trovarne altre. «Amore, ma sei stata molto brava. Ma di sicuro ti farà i complimenti Ema (Buttini, ndr)», si congratula con un'altra una ragazza brasiliana. Non era così, invece, secondo l'amica: «Ema è arrabbiato perché non ho ancora le mie amiche a Milano (...) Lui vuole che le trovo anche in serata, così per i cazzi miei, gente che non conosco... Cioè non gente che già conosciamo, capito?».
2 - MILANO, I 200 MILA EURO DI BONIFICI DEI GIOCATORI ALL’AGENZIA. CACCIA AI CONTI BANCARI ESTERI
Estratto dell'articolo di Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”
emanuele buttini deborah ronchi 2
Le prime audizioni di testimoni sono già cominciate, in maggioranza si tratta delle ragazze che frequentavano i calciatori i quali si rivolgevano alla agenzia Ma.De. per organizzare serate nei locali della movida milanese, quelle che, talvolta, terminavano in una camera d’albergo in compagnia di escort pagate anche mille euro a notte.
Partono da qui gli sviluppi dell’inchiesta milanese che ha portato agli arresti domiciliari quattro persone, tra cui Deborah Ronchi, titolare della agenzia di eventi Ma.De., e il suo compagno Emanuele Buttini accusati di essere i promotori di un’organizzazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione e di altri reati come l’autoriciclaggio.
Il prossimo passo degli inquirenti sarà ricostruire tutti i flussi di denaro che hanno portato nelle casse della società oltre 1,2 milioni di euro in meno di due anni di «attività» basata nella sede di Cinisello Balsamo. Almeno 200 mila sono stati versati con bonifici dai calciatori che si sono rivolti ai servizi «tutto compreso» della Ma.De. spesso dopo aver giocato al Meazza.
Atleti di squadre di serie A, tra cui Inter, Milan, Juventus, Torino, Sassuolo e Verona, e di campionati inferiori. Nessuno di loro è indagato, così come non lo sono né le ragazze e neppure i titolari dei 26 locali dove si svolgevano le serate dei post partita.
Negli atti sono indicati una settantina di nomi di calciatori che sono stati usati dagli investigatori, guidati dall’aggiunto Bruna Albertini, come chiavi di ricerca per scandagliare le memorie dei cellulari sequestrati agli indagati. Questo per verificare i rapporti tra l’organizzazione, gli atleti e le ragazze che si sarebbero prostituite, e che sono meno di una decina, italiane e straniere tra i 19 e 21 anni.
Al momento, dalle carte emergono contatti diretti solo tra questo ridotto gruppo di escort e quattro o cinque calciatori che hanno pagato per avere rapporti sessuali a pagamento. Anche loro saranno sentiti come testimoni nei prossimi giorni. Per tutti gli altri ci sono solo tracce investigative, dovute alla loro presenza nei locali «certificata» dalle foto e dai video che sono stati postati sui social o ai contatti che hanno avuto con gli indagati e con le giovani donne.
[...] La Guardia di Finanza ha già disegnato il flusso di fondi in entrata nella casse della società Ma.De., tra i quali ci sono circa 200 mila euro versati con bonifici dai calciatori dopo le serata a base di bottiglie di vodka e di champagne, costo anche intorno ai 3.500 euro alla volta. Gli inquirenti devono stabilire quali pagamenti si riferiscono alle prestazioni delle escort che versavano all’organizzazione il 50 per cento di quanto ricevevano. Dalle indagini, inoltre, è emerso che parte dei presunti profitti illeciti potrebbe essere finita su conti correnti di banche della Lituania per poi essere trasferita altrove. [...]
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