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JOE BASTIANICH RISTORANTE ORSONE
Andrea Pasqualetto per “Corriere.it”
Il ristorante è un must, cucina italo-newyorkese, carta vini fino 950 euro a bottiglia. E poi c’è lui: Joe Bastianich, il re del food di qualità da 15 milioni di dollari all’anno di guadagni, rampantissimo tycoon della ristorazione ma soprattutto personaggio tv dove si è imposto da giudice cattivo di «Masterchef» lanciando piatti come freesby al grido di «vuoi che muorooo!».
Ebbene, l’Orsone di Cividale del Friuli è una delle sue 25 creature. Un ristorante inaugurato nel 2013, elegantissimo, raffinatissimo, il più rinomato di quel territorio, segnalato dalla guida Michelin e rilanciato dallo stesso superchef con un menù stellare.
IL RISTORANTE DI JOE BASTIANICH
Le perquisizioni
Ebbene, si scopre ora che l’Orsone era per il Fisco un modesto agriturismo, con tutte le agevolazioni che ciò comporta. Così, almeno, fino al primo aprile del 2015. É quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Udine che ha svelato l’indagine con alcune perquisizioni eseguite in questi giorni nelle sedi legali della società proprietaria, la Bastianich srl.
Gli indagati
IL RISTORANTE DI JOE BASTIANICH
Dietro l’investigazione delle Fiamme Gialle c’è naturalmente un’inchiesta della procura del capoluogo friulano, aperta dal pm Claudia Danelon. Con quattro indagati: due rappresentanti legali della società, Valter Scarbolo e Claudio Rizzi, e due funzionari dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa), Marina Boscaro e Mauro Compassi.
Per gli uomini di Bastianich l’accusa è di falso ideologico, per gli altri due omissione d’atti d’ufficio perché all’Ersa spetta la vigilanza sulle aziende agrituristiche. E Joe Bastianich? «Al momento non è indagato perché la società risulta far capo a un trust».
IL RISTORANTE DI JOE BASTIANICH
La legge
Gli inquirenti fanno notare come l’azienda di Bastianich non fosse proprio in linea con la legge quadro nazionale che regola l’attività agrituristica. «La maggior parte dei prodotti deve essere prodotta dall’azienda», sottolineano ricordando come nel caso in questione il rapporto fosse invertito.
«Ho un ristorante in Italia (l’Orsone, ndr) e ora capisco com’è difficile - diceva il ristoratore a Panorama - ... Mesi fa ho spedito dagli Usa al Friuli un carico di carne frollata. Quanto ho dovuto faticare per far capire all’ispettore doganale che erano 30 mila dollari di bistecche buonissime e non carne marcia da buttare».
IL RISTORANTE DI JOE BASTIANICH
Un milione di euro
Il tutto si sarebbe tradotto per la Bastianich in vantaggi fiscali stimati dagli inquirenti in un milione di euro. Ma per la difesa di Joe si tratta di una grande equivoco. «Quando sono state presentate le richieste di autorizzazione esistevano i presupposti per svolgere l’attività di agriturismo - ha spiegato al Messaggero Veneto l’avvocato Maurizio Miculan, difensore della Bastianich srl – Poi, considerato il flusso di clientela, la società ha ritenuto di aver raggiunto i criteri per passare ad attività commerciale ed è diventata ristorante».
In procura stanno verificando le posizioni dei funzionari controllori: un po’ troppo distratti, dicono. Come hanno potuto scambiare l’imprenditore da 15 milioni l’anno per un mezzadro?
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