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AL SERVIZIO SEGRETO DELL’AYATOLLAH – A LONDRA, DUE CITTADINI IRANIANI SONO STATI INCRIMINATI PER SPIONAGGIO AD ALCUNE PERSONE DELLA COMUNITÀ EBRAICA DELLA CAPITALE INGLESE – I DUE, IL 40ENNE NEMATOLLAH SHAHSAVANI E IL 22ENNE ALIREZA FARASATI, AVREBBERO SVOLTO “ATTIVITÀ DI RICOGNIZIONE” NEI CONFRONTI DI POTENZIALI “BERSAGLI” E AVREBBERO AVUTO CONTATTI CON AGENTI DELL’INTELLIGENCE DI TEHERAN…
(ANSA) - Incriminazione formalizzata, dinanzi a un giudice della Westminster Magistrates Court di Londra, per due cittadini iraniani residenti nel Regno Unito fermati nelle scorse ore dal dipartimento antiterrorismo della polizia britannica con l'accusa di aver svolto "attività di ricognizione" nei confronti di potenziali "bersagli" legati alla comunità ebraica londinese: entrambi sospettati di spionaggio per conto di "servizi segreti stranieri".
Si tratta del 40enne Nematollah Shahsavani e del 22enne Alireza Farasati: cittadino britannico con doppio passaporto anche iraniano il primo e cittadino iraniano il secondo, emigrato più di recente sull'isola dove esiste una vasta quanto variegata comunità di connazionali, ostili alla Repubblica Islamica o meno.
Il caso, l'ultimo di una serie di vicende giudiziarie analoghe denunciate dalle autorità britanniche, è approdato questa volta in tribunale, per l'udienza preliminare odierna, sullo sfondo della guerra in atto in Medio Oriente innescata dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran. I due indagati - ha precisato la Procura della Corona - sono sospettati di violazione del National Security Act, legge sulla sicurezza nazionale al centro di un giro di vite restrittivo recente nel Regno.
Nel capo d'imputazione si fa riferimento a contatti che Shahsavani e Farasati avrebbero avuto con agenti dell'intelligence di Teheran "fra luglio e agosto del 2025". "Le accuse sono estremamente serie", ha sostenuto da parte sua Vicki Evans, vicecapo dell'antiterrorismo di Scotland Yard e coordinatrice dell'indagine, assicurando l'impegno delle forze di polizia per garantire "la sicurezza nazionale" e rispondere "alle comprensibili inquietudini dell'opinione pubblica, in particolare della comunità ebraica" britannica.
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