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Tre anni e mezzo di reclusione per estorsione ed assoluzione dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commercializzazione di gameti e alla truffa perchè 'il fatto non sussiste'. Si è chiuso così, davanti ai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Roma, il processo che vedeva imputato il ginecologo Severino Antinori, accusato di illeciti legati all'organizzazione di un viaggio a Siviglia, dove ha sede la clinica Ginemed, di una coppia della provincia di Campobasso che non riusciva ad avere dei figli e che intendeva sottoporsi a un trattamento di fecondazione assistita.
Secondo quanto contestato in origine dalla Procura, Antinori, che aveva concordato con la coppia il pagamento di 30mila euro, si sarebbe fatto consegnare a Roma, prima della partenza per la Spagna, la somma di 27mila, di cui però 25mila con assegni postdatati.
Da qui la minaccia di non far salire i coniugi sull'aereo per Siviglia e di non dare corso al trattamento di procreazione assistita rendendo così vane le cure precedentemente eseguite. In sede di requisitoria, il pubblico ministero ha preferito contestare il reato più mite di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (rispetto all'ipotesi di estorsione) sollecitando per Antinori una condanna a 8 mesi di reclusione.
Di diverso avviso il tribunale che dopo un'ora scarsa di camera di consiglio ha mantenuto inalterata l'originaria imputazione assolvendolo Antinori da tutti gli altri reati legati all'attività sanitaria. Analoga sentenza di assoluzione è stata pronunciata nei confronti degli altri imputati, Monica Antinori, figlia di Severino, il marito Fabrizio Cerusico e Luca Muscatello, coinvolto nella vicenda quale stretto collaboratore del ginecologo con il compiuto di accompagnare le pazienti presso la clinica spagnola.
"Oggi è stato celebrato il funerale della giustizia", ha commentato a fine udienza un amareggiato Antinori, che era difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Pietrocarlo. "Ho grande fiducia nella magistratura e sono pronto a ricorrere in appello, una volta lette le motivazioni, ma oggi - ha proseguito il ginecologo - è stata compiuta una mostruosità giuridica. Sono stato condannato per un reato inesistente che avrei commesso ai danni di coppia che non mi ha mai pagato e che è venuta a testimoniare al processo in lacrime per raccontare la sua storia".
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