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“SUL CASO VENEZI LA DESTRA È VITTIMA DELLA SUA STESSA PROPAGANDA” – ALBERTO MATTIOLI EVIDENZIA IL CORTOCIRCUITO DI “ALCUNI COMMENTATORI DELLA DESTRA PRÊT-À-PENSER CHE DENUNCIANO IL SESSISMO TRINARICIUTO DELLA CASTA MUSICALE, TUTTA OVVIAMENTE COMUNISTA” PER LA FIGURACCIA DI BEATRICE VENEZI: “È CHIARO CHE HOARA BORSELLI O ITALO BOCCHINO CHE DISCETTANO DI DIRETTORI D'ORCHESTRA FANNO RIDERE. MA SEGNALANO UNA DIFFICOLTÀ VERA DI QUESTA DESTRA, SPECIE IN CAMPO CULTURALE. DOPO AVERLA PUBBLICIZZATA, PROMOSSA E DIFESA, A UN CERTO PUNTO I SUOI SPONSOR HANNO CAPITO CHE VENEZI ERA INDIFENDIBILE. È QUELLO CHE È SUCCESSO ALLA BIENNALE, CON LA DESTRA COSTRETTA A SCONFESSARE PIETRANGELO BUTTAFUOCO…”

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Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per “La Stampa”

 

beatrice venezi giorgia meloni

A questo punto, dopo che l'hanno scaricata perfino i suoi Fratelli, la vicenda di Beatrice Venezi potrebbe essere archiviata. Una celebrità fatta dagli altri e disfattasi da sé: fine di una storia triste.

 

Ma la narrazione distopica che l'ha accompagnata non muore, quindi in questi giorni sui social riciccia tutta la fantascienza sulla grande direttrice ostracizzata da quei cattivoni degli orchestrali perché di destra, anzi, peggio, perché giovane e donna [...]

 

alberto mattioli

I professori della Fenice denunciano perfino insulti e minacce di morte. Anche alcuni commentatori della destra prêt-à-penser, con il linguaggio approssimativo di chi parla di quel che non sa («maestra d'orchestra», tipico) denunciano il sessismo trinariciuto della Casta musicale, tutta ovviamente comunista, e accusano perfino il loro governo di non aver difeso la povera stella bullizzata. [...]

 

È chiaro che Hoara Borselli o Italo Bocchino che discettano di direttori d'orchestra fanno ridere. Ma segnalano una difficoltà vera di questa destra, specie in campo culturale.

 

italo bocchino otto e mezzo

Dopo averla pubblicizzata, promossa e difesa con una protervia priva anche di quel minimo di prudenza e furbizia che i democristiani avrebbero avuto, a un certo punto i suoi sponsor hanno capito che Venezi era indifendibile.

 

E così si sono scoperti istituzionali, realizzando finalmente che non si può nominare direttore musicale di un teatro, e che teatro, chi non ha perso occasione di diffamarlo. Ma è qui che la destra risulta vittima della sua stessa propaganda.

 

pietrangelo buttafuoco beatrice venezi

Dopo avergli fatto credere che Venezi è la nuova Karajan, ha diretto perfino a Sanremo!, e contro di lei c'era il solito complotto radical chic, ora è difficile spiegare al popolo che Venezi è sì una vittima, ma solo di sé stessa (e anche, diciamolo, della situazione politica, dal post-referendum ai brutti sondaggi sulle comunali a Venezia. Del resto, se una nomina viene fatta unicamente per ragioni politiche, la politica può anche disfarla).

 

È quello che è successo alla Biennale, con la destra costretta a sconfessare Pietrangelo Buttafuoco, l'unico suo intellettuale presentabile, o almeno bene accetto anche (oggi soprattutto) a sinistra.

 

giorgia meloni beatrice venezi

[...] è lo stesso circolo vizioso per cui si devono rispettare i vincoli europei o applicare le sanzioni alla Russia, ma si fa fatica a farlo trangugiare a una base cui è stato detto che Bruxelles è la fonte di ogni nostra sventura e in fin dei conti Putin non è poi così male.

 

Negli States sta succedendo lo stesso, con il popolo Maga che critica Trump accusandolo di non essere abbastanza Maga, apprendista stregone che non controlla più le forze che ha scatenato. È il solito problema del populismo: serve a prendere il potere, ma rende difficile gestirlo.

lancio di volantini contro la nomina di beatrice venezi - teatro la fenice di venezia - 20 novembre 2025beatrice venezi pietrangelo buttafuoco NICOLA PORRO ANDREA RUGGIERI E BEATRICE VENEZI - EVENTO LA RIPARTENZA