mario ruoso

SVOLTA NEL CASO DELL’OMICIDIO DEL PATRON DI TELEPORDENONE MARIO RUOSO: IL PRINCIPALE SOSPETTATO DI AVER UCCISO A SPRANGATE L’IMPRENDITORE 87ENNE È UN SUO STORICO COLLABORATORE CHE ORA SI TROVA IN QUESTURA E AVREBBE INIZIATO AD AMMETTERE ALCUNE RESPONSABILITÀ – IL MOVENTE E’ ANCORA IGNOTO - C’È UN NESSO TRA L’OMICIDIO E LE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI DELLA VITTIMA? GLI INTOPPI GIUDIZIARI E QUELLA LAMBORGHINI DATA ALLE FIAMME NELLA CONCESSIONARIA DELL’IMPRENDITORE NEL LUGLIO SCORSO…

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Paolo Berizzi per repubblica.it - Estratti

 

Di chi è la mano che ha firmato la “mattanza”, come l’hanno chiamata senza giri di parole gli investigatori?

 

mario ruoso

Chi, e perché, ha ucciso a sprangate con brutale efferatezza l’imprenditore 87enne Mario Ruoso, trovato riverso in un lago di sangue e con una profonda ferita nel cranio l’altra mattina a Porcia, sulla porta di casa, di fronte alla concessionaria di auto di cui era titolare? C’è un nesso tra l’omicidio e le attività imprenditoriali della vittima?

 

Sono le domande che rimbalzano in queste ore ai piani alti della Procura e della Questura di Pordenone. Ed è intorno a queste domande che gli inquirenti – guidati dal procuratore capo Pietro Montrone e dalla sostituta Federica Urban – stanno cercando di inquadrare la figura di un uomo: un sospettato dell’uccisione che si trova ora in questura.

 

Il sospettato

L’uomo, un ultrasessantenne italiano, collaboratore storico di Ruoso a Telepordenone – emittente locale fondata dalla vittima nel 1980 -, è stato individuato e prelevato la scorsa notte nella sua abitazione di Azzano Decimo, prima periferia di Pordenone: al momento non è ancora in stato di fermo, ma, da quanto trapela, si starebbe andando verso la formalizzazione dei reati a suo carico. E lui avrebbe iniziato ad ammettere alcune responsabilità.

 

mario ruoso

Quando gli agenti della Squadra mobile hanno bussato a casa il sospettato era in compagnia di un cittadino straniero sul quale sono in corso accertamenti. È presto per parlare di possibili complicità e anche del movente.

 

“Non abbiamo ancora elementi, stiamo indagando in ogni direzione”, fa sapere una fonte vicina alle indagini mentre la polizia – insieme agli uomini della Scientifica di Padova - sta perquisendo due abitazioni proprio ad Azzano Decimo e a Tiezzo, in via Toti. Durante le verifiche è stata controllata anche un’automobile parcheggiata nella zona: nel bagagliaio gli agenti hanno trovato un grosso borsone. Il veicolo è stato poi sequestrato.

 

mario ruoso

La vittima

Ma torniamo alla vittima. Mario Ruoso. Persona conosciutissima a Pordenone. Nato il 17 luglio 1938 a Nave di Fontanafredda, imprenditore vulcanico, Cavaliere del lavoro, personaggio che ha legato il suo nome a numerosi business e anche a club sportivi cittadini che ha sponsorizzato.

 

Da sempre appassionato di motori (un tempo gareggiava in macchina) e di ballo, è il titolare dello storico Garage Venezia di Porcia, una delle più antiche concessionarie di auto del Friuli Venezia Giulia. Automobili di lusso – Ferrari e Lamborghini – ma anche, negli ultimi anni, vendita di utilitarie usate.

 

(…)

Il passato di Ruoso

Si scava nella vita e negli affari di Mario Ruoso. In particolare la lente degli investigatori si posa su alcune vicende e su degli intoppi giudiziari (dai quali però l’imprenditore è sempre uscito pulito). In particolare: a luglio scorso una Lamborghini era stata data alle fiamme nella concessionaria dell’ex Cavaliere del lavoro. Incendio chiaramente doloso, come poi accertato dalle indagini. Per l’innesco erano stati utilizzati faldoni di documenti che Ruoso voleva usare per intentare una causa milionaria. In passato l’imprenditore sarebbe stato denunciato per truffe legate alla vendita di alcune automobili (ma i procedimenti lo hanno sempre visto assolto).

 

La finta Ferrari

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L’episodio più curioso e noto in città: la vendita per 41mila euro di una Nissan camuffata da Ferrari 250 GTO (l’auto d’epoca più costosa al mondo). L’auto fu confiscata dalla Guardia di Finanza e distrutta. Ruoso se la cavò con una multa. Adesso si tratta di fare luce sulle vicende più recenti. Magari sui rapporti con collaboratori e creditori. A partire dall’uomo sospettato di avere ucciso Ruoso.