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Giacomo Amadori per “Libero Quotidiano”
Nel processo per l'amianto all'Olivetti una delle partite più delicate è quella dei risarcimenti. A partire da quelli per la vittima e i 17 famigliari costituitisi parte civile nel procedimento penale. A questa prima tranche si aggiungono gli altri due fascicoli penali in fase di indagine e le cause civili in corso.
Gli inquirenti hanno calcolato che i casi di persone colpite, tra 2001 e 2015, da patologie riconducibili all'amianto in Olivetti siano circa 85 (14 sono le vittime dell' attuale processo), elencando 37 mesoteliomi pleurici, 37 tumori polmonari e 7 patologie asbestocorrelate di natura benigna. In questo primo processo penale Telecom Italia ha quasi concluso tutti gli accordi transattivi con i famigliari delle vittime e con uno dei due malati ancora in vita. Con 12 persone ci sono le firme sui contratti, per 6 mancherebbero i dettagli.
L'avvocato dell' azienda milanese, Luca Santa Maria, sottolinea che Telecom ha deciso di pagare «per colpe non sue»: «Quelle appartengono alle persone fisiche». Cioè gli odierni imputati. L'azienda si rivarrà su di loro?
«L'ipotesi non è ancora stata valutata». Però, scherzando, ma non troppo, con un cronista di Repubblica, dice che «un intervento di Carlo De Benedetti ce lo attendiamo». Il senso della battuta lo spiega un' altra frase: «Abbiamo ragionevole fiducia nella possibilità di qualche ulteriore chiusura con le parti civili, eventualmente anche col contributo degli imputati, se lo vorranno dare. Ognuno farà i conti con la propria strategia processuale e con la propria coscienza. Di certo, io credo che giovi loro non avere le parti civili nel processo. Ciascuna difesa farà le sue valutazioni». Chiaro invito ad aprire il portafogli.
Ma Laura D'Amico, avvocato di parte civile, ribalta su Telecom l' accusa di tirchieria: «L'azienda si è posta il problema risarcimenti con grave ritardo, nonostante i solleciti. Con loro non se ne è parlato neppure in fase di udienza preliminare. Ed è stupefacente che non abbiano fatto ancora offerte all'Inail».
Per il difensore i risarcimenti per i congiunti sono modesti, confrontati con quelli previsti nella tabella di Milano, che per un coniuge prevede un range tra 160 e 323mila euro. «L'offerta massima che stanno facendo è 170mila euro per un vedovo o una vedova». Diverso il discorso nel civile, dove le cause si annunciano numerose ed esose. La Corte d'appello di Torino ha valutato in 800mila euro il danno per la morte di una ex dipendente.
Sempre in sede civile per un'altra ex lavoratrice un giudice del lavoro ha fatto una proposta conciliativa non vincolante di 700 mila euro per un vedovo e il figlio. Telecom non ha accettato. Ora un'altra toga stabilirà il giusto risarcimento.
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