DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA…
FACCIAMO SEMPRE LA FIGURA DEI CACIOTTARI/1 - I TEMPI BIBLICI PER TRADURRE UN DOCUMENTO DAL TEDESCO ALLUNGANO IN MANIERA IMPREVEDIBILE LE SCADENZE DELL'INDAGINE SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI, CON IL CONCRETO RISCHIO DI RIPERCUOTERSI SULLE TAPPE DELLA RICOSTRUZIONE - SI TRATTA DI UN DOSSIER SULLO STATO DEL VIADOTTO AL MOMENTO DEL CROLLO REALIZZATO DAI LABORATORI EMPA DI ZURIGO…
Matteo Indice per “la Stampa”
I tempi biblici per tradurre un documento dal tedesco allungano in maniera imprevedibile le scadenze dell' indagine, con il concreto rischio di ripercuotersi sulle tappe della ricostruzione del Ponte Morandi. Mercoledì si è tenuto un summit ristretto del collegio dei vari periti nominati dalla Procura, dal tribunale e dai legali degli indagati, che dovevano limare i dettagli sull' incidente probatorio in corso in vista dell' 8 febbraio. È la data dell' udienza in cui si dovrebbe discutere la prima perizia degli esperti scelti dal giudice, sullo stato del viadotto al momento del crollo.
Il dossier è in tedesco Si è però appreso che non è stata neppure depositata la versione in italiano d' una relazione propedeutica al lavoro dei periti stessi, un dossier realizzato dai laboratori Empa di Zurigo, ai quali erano stati inviati 16 reperti per rilevare presenza e livello di corrosione. In senso figurato una sorta di esame del sangue su campioni specifici, da consegnare poi ai medici (i periti appunto) che formuleranno la diagnosi.
Gli svizzeri hanno completato il lavoro ai primi di dicembre, inviando una relazione. E di certo, al momento, c' è solo che tracce di corrosione sono emerse, ma non è chiaro cosa significhino. Il problema è che l' incartamento è in tedesco e sarebbe servito alla veloce in italiano, per fornirlo alle parti affinché potessero radiografarlo al meglio non avendo gli inquisiti alcuna intenzione di accelerare. Ma dopo quasi 60 giorni la traduzione non c' è, non ci sarà entro l' 8 e i riflessi sulle tappe della ricostruzione rischiano d' essere gravi.
Le verifiche sulle macerie andranno infatti comparate con quelle sulla parte di viadotto rimasta in piedi. Ma mentre il segmento verso Savona è irrilevante sul piano investigativo, e non ci sono stati problemi a ottenere via libera per demolirlo, il tratto di levante è assai critico: include due torri di 90 metri da cui si dirama no i famigerati tiranti, insiste sulle case e prima d' essere distrutto va cristallizzato ogni dettaglio.
Chiaro che se per una traduzione dal tedesco va alle calende greche la fase preliminare, pure l' ok ad abbattere quel moncone risentirà dei vari contraccolpi. Ricordiamo: il sindaco-commissario Marco Bucci ha annunciato che il viadotto sarà percorribile dal 15 aprile 2020, la cordata Salini-Fincantieri-Italferr ha ribadito che impiegherà 12 mesi a costruire dal momento in cui le aree saranno a disposizione. Una fase che, dopo gli ultimi aggiornamenti, pare lontana.
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