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UN TEST PER IDENTIFICARE IL MALE CHE OGNI ANNO UCCIDE OLTRE UN MILIONE DI PERSONE NEL MONDO - IL CANCRO AI POLMONI POTREBBE ESSERE INDIVIDUATO ATTRAVERSO UN QUIZ – GLI SCIENZIATI: “ABBIAMO INTRODOTTO NUOVI FATTORI DI RISCHIO, IL METODO È ACCURATO ALL’88%" – “EVITIAMO DI RICORRERE ALLA TAC”
DAGONEWS
Ogni anno uccide oltre un milione di persone nel mondo: è il cancro ai polmoni che, come sottolineano i medici, colpisce soprattutto i fumatori, ma anche chi non ha mai toccato una sigaretta.
Adesso gli scienziati hanno sviluppato un nuovo strumento online in grado di calcolare il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni: si tratta di un test, l’HUNT Lung Cancer Risk Model, affidabile all’88%, che è stato accolto favorevolmente dalla comunità scientifica come il primo in grado di prevedere il rischio di tumore ai polmoni non solo nei soggetti considerati ad alto rischio, ma anche nei fumatori occasionali e nei giovani.
Agli utenti viene chiesto per quanto tempo hanno fumato e quante sigarette consumano in media in un giorno.
Queste sono le due principali cause di cancro ai polmoni, ma adesso il team di ricercatori norvegesi e greci ha chiesto che si aggiungano altri due ambiti di indagine: avere una brutta tosse in determinati periodi dell'anno e trascorrere un lungo periodo in stanze piene di fumo.
A coloro che hanno smesso di fumare, viene chiesto da quanto tempo hanno rinunciato alla cattiva abitudine: il rischio cala bruscamente nel tempo.
Altre due domande ruotano intorno all'età, poiché gli anziani sono noti per essere a maggior rischio di cancro ai polmoni, e all’indice di massa corporea, visto che più è bassa e maggiore è il rischio.
I ricercatori hanno concordato su sette fattori di rischio dopo aver valutato uno studio, durato 16 anni, in cui sono stati analizzati i dati di 65.000 adulti di età tra 20 e 100 anni. Partendo dai risultati hanno cercato di prevedere il rischio di cancro ai polmoni in 45.000 persone.
I risultati dell’HUNT Lung Cancer Risk Model sono stati pubblicati sulla rivista EBioMedicine.
Il dottor Oluf Dimitri Røe, un oncologo senior del Levanger Hospital di Trøndelag, in Norvegia, ha riscontrato che il test è accurato quasi all'88% e i ricercatori sperano che i risultati consentiranno di ridurre l'utilizzo di TAC per i fumatori che si ritengono a rischio di cancro ai polmoni.
«Il metodo può ridurre il numero di persone esposte alle radiazioni».
Ogni anno 1,6 milioni di persone muoiono di cancro ai polmoni: secondo i dati del nuovo studio il 6% di questi non ha mai fumato, mentre il 21% ha meno di 55 anni.
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