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TIRO AL PICCIONE – LE AUTORITÀ SANITARIE INGLESE LANCIANO L’ALLARME: “C'È STATO UN AUMENTO DEL NUMERO DI PICCIONI CHE MOSTRANO SEGNI DI PROBLEMI NEUROLOGICI” – A CAUSARE LA MALATTIA CHE RENDE I PICCIONI DEGLI "ZOMBIE" SAREBBE UN VIRUS FATALE PER I VOLATILI MA NON PER L’UOMO: NOI NON POSSIAMO CONTRARRE LA MALATTIA ANCHE SE CHI VIENE A CONTATTO CON I VOLATILI CONTAGIATI POTREBBE SVILUPPARE UNA CONGIUNTIVITE
Fulvio Cerutti per www.lastampa.it
Il collo che penzola, che si deforma, rendendo il piccione incapace di riprendere a volare. Uccelli trasformati in "zombie" con le ali. Le immagini iniziano a circolare sui social e l'associazione Society for Prevention of the Cruelty of Animals di Jersey, isola nel Canale della Manica, ne lancia l'allarme: "C'è stato un aumento del numero di piccioni, recuperati nelle ultime settimane, che mostrano segni di problemi neurologici con collo contorto o non sono in grado di stare sulle zampe".
A causare questa malattia potrebbe essere il virus Paramyxovirus del piccione (pigeon paramyxovirus o Ppmv) che rende anche verdi le loro feci e che può portare alla morte del volatile. Nota anche come Malattia di Newcastle "è una delle più temute malattie che possono colpire i volatili. All'infezione sono sensibili numerosissime specie di uccelli, tra domestici e selvatici, con variabilità nelle manifestazioni cliniche secondo la specie e il ceppo virale coinvolto - si legge sul sito del Ministero della Saluta italiano - .
Dagli anni della sua prima comparsa la Malattia di Newcastle si è diffusa a livello mondiale e nel secolo scorso si sono verificate almeno quattro pandemie. Il serbatoio naturale dei Paramyxovirus aviari è rappresentato dagli uccelli selvatici e in particolare dagli uccelli acquatici".
Secondo i veterinari del Bird Exotics Veterinary, "il virus non risponde ai farmaci sebbene le cure di supporto da parte di un veterinario possano ridurre la gravità della malattia e aumentare le possibilità di sopravvivenza" dell'uccello.
Fortunatamente "gli esseri umani non possono contrarre la malattia anche se chi viene a contatto con i volatili contagiati può contrarre una congiuntivite che si manifesta 24 ore dall'esposizione", concludono.
La profilassi e il controllo della malattia di Newcastle si attuano a vari livelli: quello internazionale con l’osservanza delle norme e quello nazionale mediante l’applicazione delle misure contenute nel DPR n. 657/92 e le linee guida per la vaccinazione e di allevamento. "A qualunque livello la profilassi sia applicata è sempre finalizzata a prevenire l’esposizione al virus dei soggetti sensibili e a ridurre il numero dei soggetti sensibili con l’attuazione di un’idonea profilassi indiretta - scrive ancora il Ministero della Salute - .
La prevenzione dell’introduzione e della diffusione del virus richiede la conoscenza e la considerazione di tutte le possibili vie di trasmissione, incluso il contatto diretto o indiretto con uccelli selvatici. La profilassi indiretta, vaccinazione, nei confronti della malattia di Newcastle prevede essenzialmente l’uso di vaccini vivi e vaccini inattivati".
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