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MALEDETTI BULLI - A TORINO, SEI LICEALI SONO ACCUSATI DI AVER RINCHIUSO IN BAGNO, PICCHIATO E TORTURATO CON UN COLTELLINO UN BAMBINO PIÙ PICCOLO DI LORO, CHE FREQUENTAVA LA STESSA SCUOLA – GLI ABUSI SAREBBERO STATI “NUMEROSI E REITERATI” NEL TEMPO. NON È ESCLUSO CHE UNO DEI RAGAZZI ABBIA FILMATO LE VIOLENZE PER POI CONDIVIDERLE IN CHAT – INIZIALMENTE LA VITTIMA, CHE NON CONOSCEVA I PRESUNTI AGGRESSORI, NON AVREBBE DETTO NIENTE A NESSUNO, MA POI…
Vio. Gior. per www.today.it
Da solo, chiuso nel bagno della scuola durante l'intervallo. Picchiato e torturato anche con un coltellino. Episodi di violenza "numerosi e reiterati", secondo la Procura dei minorenni di Torino. Ora sei studenti del liceo francese internazionale Jean Giono di Torino sono indagati: i reati ipotizzati sono atti persecutori e lesioni personali aggravate.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, se la sono presa contro un bambino che frequenta le elementari nella stessa scuola. Forse erano addirittura dieci. Per questo il numero degli indagati e dei reati potrebbe ampliarsi nelle prossime ore.
TELEFONI E PC SEQUESTRATI
L'indagine si basa su alcuni accertamenti eseguiti dalla squadra mobile, dopo la denuncia dei genitori del bambino. La procura dei minorenni di Torino ha fatto sequestrare cellulari, pc e dispositivi elettronici degli adolescenti indagati: potrebbero fornire elementi cruciali per l'inchiesta, eventuali prove. Non è escluso che alcuni presunti abusi siano stati filmati e poi condivisi in chat.
INSULTATO E VESSATO
La prima aggressione, sempre secondo le accuse, si è svolta nel bagno della scuola dove il bimbo era da solo. Ma i reati sono stati perpetrati in "ripetute e numerose occasioni", da settembre 2025. Minacce e molestie tali da creare nel piccolo "un perdurante stato di ansia e paura".
Gli indagati avrebbero preso di mira il bambino più piccolo di loro: lo avrebbero chiuso nel bagno della scuola durante gli intervalli, minacciato anche di morte, insultato, colpito con calci e pugni e vessato anche con l'uso di un coltellino.
LE CONFIDENZE IN FAMIGLIA
Inizialmente lui, che non conosceva i presunti aggressori, non avrebbe detto niente a nessuno. I suoi insegnanti hanno notato alcuni cambiamenti nel suo umore e nei suoi comportamenti, insospettendosi. Poi il bambino si è confidato in famiglia ed è arrivata la querela. La presunta vittima è già stata ascoltata dagli investigatori. Adesso non frequenta più l'istituto francese di Torino: è stato iscritto a un'altra scuola.
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