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TRUMP È ALLO SBANDO: PER USCIRE DAL VICOLO STRETTO IN CUI SI È INFILATO TORNERA’ A BOMBARDARE? – SECONDO GLI ANALISTI, GLI STATI UNITI STANNO PREPARANDO UN NUOVO ATTACCO “MIRATO” ALL’IRAN: RAID BREVI, AD ALTA INTENSITÀ, PER COLPIRE INFRASTRUTTURE MILITARI – CON DUE PORTAEREI GIÀ PRESENTI NELL’AREA DEL GOLFO, LO "ZIO SAM" È PRONTO ALL’AZIONE MILITARE – IL RISCHIO È UNA NUOVA ESCALATION, CON UN ULTERIORE STOP ALLE ROTTE ENERGETICHE...
Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “la Stampa”
donald trump - stretto di hormuz
Nel Golfo di Hormuz torna a prendere forma uno scenario che, secondo diverse analisi di sicurezza internazionale, rende nuovamente concreta l'ipotesi di un attacco americano limitato contro l'Iran. Un'opzione che non riguarda un conflitto su larga scala, ma una possibile campagna rapida di bombardamenti aerei e missilistici contro obiettivi militari selezionati.
«Gli Stati Uniti mantengono un livello molto elevato di prontezza militare per riprendere le operazioni contro l'Iran», spiega Manfredi Magnano, specialista in sicurezza internazionale.
[…] un intervento breve, ad alta intensità, centrato su infrastrutture militari iraniane. In particolare, sistemi di difesa aerea, basi, depositi e capacità missilistiche. L'obiettivo non sarebbe l'occupazione del territorio, ma il rapido indebolimento delle capacità militari di Teheran e della sua capacità di risposta nella regione.
Questa opzione risulta già sostenibile con le forze oggi presenti nell'area o immediatamente disponibili, senza bisogno di un ulteriore rafforzamento significativo. Nel Golfo operano infatti due gruppi portaerei, la USS Abraham Lincoln e la USS George H.W. Bush. La loro presenza consente agli Stati Uniti di mantenere una capacità di attacco aereo continua […]
marina militare iraniana assalta nave nello stretto di hormuz 5
Attorno alle portaerei si muovono cacciatorpediniere e incrociatori armati con missili da crociera. Si tratta di unità che hanno una doppia funzione: protezione della flotta e capacità offensiva contro obiettivi terrestri. In uno scenario di escalation, queste navi permetterebbero di colpire infrastrutture militari lungo la costa iraniana e in profondità.
«I gruppi navali servono una moltitudine di ruoli, dall'interdizione delle navi commerciali fino alla difesa aerea», sottolinea Magnano. Questo significa che la stessa forza può essere impiegata per garantire la sicurezza delle rotte oppure, in caso di crisi, per limitarle o bloccarle.
Un altro elemento rilevante è la componente aerea. La USS Gerald R. Ford ha concluso un lungo dispiegamento ed è rientrata, ma la sua presenza è stata sostituita dalla USS George H.W. Bush, arrivata con il Carrier Air Wing 7.
Si tratta di oltre settanta velivoli tra caccia, aerei d'attacco e piattaforme di supporto e guerra elettronica. «Risorse fresche e con addestramento recente», osserva l'analista, che permettono di sostenere operazioni ad alta intensità fin da subito, senza tempi di adattamento.
Sul piano terrestre è presente una forza più limitata ma comunque significativa. Circa duemila Marines imbarcati su unità anfibie come Boxer e Tripoli, assieme a elementi della 82ª Divisione Aviotrasportata e forze speciali, sono in stato di allerta.
STRETTO DI HORMUZ - PETROLIERE
[…] In questo contesto si inserisce l'ipotesi operativa che alcune analisi definiscono "Epic Fury": una campagna breve e concentrata, basata su attacchi aerei e missilistici contro infrastrutture militari iraniane e sistemi di difesa aerea, con l'obiettivo di degradare rapidamente la capacità di risposta di Teheran e mantenere il conflitto sotto controllo.
Il dato centrale è che questa opzione non richiede una nuova fase di mobilitazione. Le forze sono già schierate: due gruppi portaerei operativi, una componente aerea completa imbarcata, unità navali con capacità di attacco e forze anfibie in allerta.
TRUMP PUBBLICA MAPPA DELLO STRETTO DI HORMUZ RIBATTEZZATO 'STRETTO DI TRUMP'
Resta però il punto decisivo sul piano strategico. Anche un'azione limitata comporterebbe un rischio elevato di escalation, con possibili risposte indirette iraniane attraverso attori regionali, attacchi alle rotte energetiche o pressione sul traffico nello Stretto di Hormuz. Inoltre, la gestione politica dell'operazione, obiettivi, durata e coordinamento con gli alleati, resterebbe la variabile determinante.
post di donald trump sulla morte di khamenei e la distruzione delle forze armate iraniane
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