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VI RICORDA QUALCOSA? NEL PROCESSO SUL "WATERGATE GRECO", LO SCANDALO DELLE INTERCETTAZIONI DI DECINE DI PERSONE, TRA CUI GIORNALISTI E POLITICI TRAMITE LO SPYWARE "PREDATOR", SONO STATI CONDANNATI QUATTRO IMPUTATI TRA CUI DUE CITTADINI ISRAELIANI. UNO E’ TAL DILIAN, EX UFFICIALE DEI SERVIZI SEGRETI DELLE FORZE DI DIFESA DI TEL AVIV E FONDATORE DI INTELLEXA, AZIENDA SPECIALIZZATA IN SPYWARE CHE HA COMMERCIALIZZATO IL SOFTWARE PREDATOR IN GRECIA – IL CASO ERA SCOPPIATO IN GRECIA NEL 2022 – IN ITALIA E’ ESPOLOSO IL BUBBONE DEGLI SPYWARE, COME QUELLO DI PARAGON, UTILIZZATI PER SPIARE I GIORNALISTI (E NON SOLO), E ANCORA NON SI SA CHI ABBIA SPIATO E PERCHE'...
scandalo intercettazioni grecia
(ANSA) - Il tribunale penale di Atene ha condannato quattro imputati, tra cui due cittadini israeliani, a otto anni di detenzione per il reato di violazione della riservatezza delle comunicazioni telefoniche, nell'ambito del processo sul cosiddetto 'Watergate greco', lo scandalo delle intercettazioni di decine di persone, tra cui giornalisti e politici, tramite lo spyware Predator.
Lo scandalo era scoppiato in Grecia nel 2022. Lo riportano i media ellenici. Gli avvocati degli imputati, assenti al momento del verdetto, hanno annunciato l'intenzione di presentare ricorso e il giudice del tribunale ha precisato che i quattro rimarranno in libertà in attesa della sentenza di appello
Tra i condannati in primo grado c'è Tal Dilian, ex ufficiale dei servizi segreti delle Forze di Difesa Israeliane e fondatore di Intellexa, azienda specializzata in spyware che ha commercializzato il software Predator in Grecia, finito al centro dello scandalo. Anche la sua socia, sempre di cittadinanza israeliana, e due ex dirigenti greci dell'azienda sono stati condannati dal tribunale.
Il cosiddetto 'Watergate greco' è scoppiato nel 2022, quando il giornalista investigativo Thanasis Koukakis ha scoperto di essere stato vittima di un doppio spionaggio: uno tramite lo spyware Predator, e un altro mediante le intercettazioni tradizionali dei Servizi segreti ellenici, per motivi tuttora ignoti.
La vicenda ha assunto presto una rilevanza politica perché anche il leader del partito socialista del Pasok Nikos Androulakis, allora eurodeputato, ha denunciato di avere ricevuto un messaggio infettato con Predator, uno spyware capace di accedere a conversazioni, messaggi e foto. Lo scandalo si è poi allargato a macchia d'olio: secondo l'Autorità greca per la protezione del segreto delle comunicazioni (ADAE), oltre 90 persone, tra cui politici, giornalisti e ufficiali militari, sono stati presi di mira con Predator.
Il 'Watergate ellenico' ha messo in crisi il governo guidato dal premier conservatore Kyriakos Mitsotakis: nel 2022 ha assicurato che lo Stato non aveva mai acquistato o utilizzato Predator. Il nipote Grigoris Dimitriadis, nonché suo capo di gabinetto, e il capo dell'intelligente greca si erano dimessi a seguito dello scandalo. Nell'estate del 2024, la Corte suprema ha sollevato da ogni coinvolgimento nel caso gli esponenti di governo e dell'intelligence, definendo una "coincidenza" il fatto che alcuni cittadini fossero stati intercettati sia da ignoti, tramite Predator, che dall'intelligence greca.
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