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Alessandra Mammi per Dagospia
Immaginate un app che vi rende più umani. O perlomeno rende più umani i vostri messaggi. I quali invece di arrivare sui vostri smartphone come fulmini dal cielo annunciati da un bip, si incarnano in un passante che recita pensieri e desideri di amici, amanti, colleghi e magari creditori e debitori.
Miranda July biennale di venezia
Insomma se è difficile da immaginare ci pensa Miranda July a illustrarne gli effetti, in questo delizioso corto “Somebody” della serie Miu Miu Women's Tales, femminil- femminista antologia prodotta da Miuccia Prada che raccoglie ormai una densa raccolta di esperimenti visivi di registe coraggiose, di cui questo è sicuramente tra i migliori.
Perchè Miranda July non è solo come scrisse “Filmmaker Magazine” il numero uno tra i nuovi volti del Cinema Indie. Né come recita Wikipedia un'eclettica creativa che spazia dalla musica, all'arte e dal cinema alla scrittura. E' anche una delle più ironiche e divertenti filmmaker e artiste sulla scena contemporanea, dotata di un'ironia sempre sorprendente e sofisticata.
Basterebbe a dimostrarlo l'installazione della Biennale di Venezia 2009, nel Giardino delle Vergini dove aveva spargliato “11 Heavy Things” tra piedistalli e forme strane in cui infilare testa e gambe per immortalarsi come sculture viventi.
Più tardi, per il museo svedese Magasin 3 si inventò un progetto che si svolgeva esclusivamente per e-mail, “We think alone”: bastava iscriversi per entrare in contatto con le confidenze di personaggi famosi da star come Kirsten Dust alla fotografa Catherine Opie o all'artista Dahn Vo passando per campioni di basket, stilisti e scrittori. Tutti amici di Miranda e da quel momento anche vostri/nostri.
miranda july
stories-by-Miranda-July.preview
Capita così che in questi giorni di consapevole sofferenza che ci propone la Mostra del Cinema, in mezzo a tutte storie terribili di guerre, mafie, ammazzamenti, miserabili e gente fuori di testa per motivi vari, la leggera ed elegante follia di Miranda è manna del cielo. Come è manna dal cielo l'eleganza della sua grafica bubble gum, la coraggiosa scelta dei colori saturi e acidelli, le buffe facce dei suoi attori (e anche gli abiti di scena Miu Miu) che nel buio della sala della cronaca e della storia, appaiono come una lucina in fondo al tunnel.
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