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    "HO SCOPERTO IL VERO SALVATOR MUNDI. L'OPERA VENDUTA A 450 MILIONI AD ABU DHABI NON È DI LEONARDO DA VINCI" - LA STUDIOSA ANNALISA DI MARIA: "PRESENTERÒ IL DISEGNO-RIVELAZIONE IN UN CONVEGNO. QUANDO L'HO VISTO MI È MANCATO IL FIATO. QUEST'ULTIMO DISEGNO A SANGUIGNA RICORDA MOLTO L'AUTORITRATTO CONSERVATO A TORINO E ANALIZZANDO I PARTICOLARI, I TRATTI SONO MOLTO SIMILI" - IL DISEGNO ORA SI TROVA IN UN CAVEAU A LECCO...


     
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    EMANUELA MINUCCI per la Stampa

     

    salvator mundi salvator mundi

    Annalisa Di Maria, studiosa del Centro per l'Unesco di Firenze, ha annunciato la scoperta a Lecco di un nuovo disegno a sanguigna attribuibile a Leonardo che a suo parere sarebbe, niente meno, che «il vero volto del Salvator Mundi». Quarantadue anni, di cui 20 dedicati allo studio del Genio toscano, due libri sulla Gioconda e il neoplatonismo di Leonardo,

     

    Annalisa Di Maria avrebbe voluto annunciare la notizia in un convegno. Ma la presentazione di quelle 80 pagine su cui poggia l'attribuzione dell'opera a Leonardo è stata bloccata dal Covid. Dottoressa Di Maria, lei è sul serio convinta di aver scoperto il vero Salvator Mundi? E la prova della pistola fumante?

    «Io non ho dubbi. D'altronde non sono la sola abbiamo sempre affermato che il presunto originale venduto all'asta a 450 milioni di dollari, in realtà non fosse di Leonardo. Il Genio dipingeva i suoi personaggi con enorme dinamicità e spesso di tre quarti rispetto allo spettatore, non avrebbe mai potuto ritrarre un personaggio così frontale e privo di movimento: per me è sempre stato lampante che non fosse del Maestro».

     

    E ora trova lampante che l'originale sia quello che ha esaminato per conto di una coppia di collezionisti lombardi?

    Annalisa Di Maria Annalisa Di Maria

    «Certo. E le spiego il perché. Quest' ultimo disegno a sanguigna ricorda molto l'Autoritratto conservato a Torino e analizzando i particolari i tratti sono molto simili. I tratti che mi hanno portata all'attribuzione, a mio parere certa, sono l'occhio destro, i riccioli della barba, quest' ultimi messi a paragone con altre opere del Maestro come i capelli della Ginevra de' Benci, e poi ancora le labbra, l'espressione, il tratto della mano che ha disegnato l'opera, che ricorda in ogni cosa i disegni di Leonardo: è il suo linguaggio, e parla forte e chiaro».

     

    Altri indizi decisivi?

    «La testa di Cristo di Annibale Carracci ispirata all'arte di Leonardo appare in totale sintonia con la nostra sanguigna, sia per la postura che per il soggetto raffigurato, e ben poco ha invece a che fare con ilSalvator Mundi ora scomparso».

     

    Come ha potuto esaminare dal vero quest' opera?

    «Sono stata semplicemente contattata dai due collezionisti a San Leo Di Romagna al termine di una conferenza che tenni sull'attribuzione delle Pale di San Leo a Botticelli. Non avevano minimamente idea del tesoro che avevano fra le mani».

     

    Che sensazione ha provato quando l'ha vista?

    SALVATOR MUNDI SALVATOR MUNDI

    «Mi creda, mi è mancato il fiato. È un'opera di una raffinatezza incredibile e mi è apparsa subito come una rivelazione. Mi emozionai molto perché capii da subito che quella sanguigna era di un'artista superiore e racchiudeva l'espressione vera della dinamicità allo stato puro tipica della mano del Genio toscano. Un'opera andata probabilmente perduta, come gran parte dei suoi codici dispersi chissà dove. Ora si trova in un caveau a Lecco».

     

    Perché ha sempre nutrito dubbi sul Salvator Mundi venduto al ministero della cultura di Dubai a 450 milioni?

    «Osservando l'opera prima del restauro, emerge nettamente la grande distanza del tratto, dei particolari e della tecnica utilizzati su questo dipinto, che non sono assolutamente riconducibili alla mano di Leonardo e osservando l'opera dopo il restauro, si nota un'impronta molto diversa rispetto all'originale, un tratto troppo leonardiano che prima non aveva».

    leonardo leonardo

     

    E che dice di quel «ripensamento» emerso grazie ai raggi X che dimostra lo spostamento del pollice destro?

    «Guardi che nessuno pensa a un falso, bensì a un'opera apprezzabile e originale del tempo, forse di un altro Maestro di Bottega o di un allievo sapiente di Leonardo da Vinci, ma assolutamente non attribuibile alla mano del Genio».

     

    Si rende conto che la sua rivelazione ha l'effetto di una bomba sganciata nel mare magnum della storia dell'arte?

    «Certo, ma sono convinta di quello che dico: finita l'emergenza Covid, si terrà il convegno cui inviterò anche il Mibact e in quell'occasione verrà anche esposta l'opera che rientra di diritto tra i capolavori perduti del genio» -

     

    leonardo da vinci leonardo da vinci

     

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