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    L'INTESTINO È UN SECONDO CERVELLO - SECONDO LE NEUROSCIENZIATA NAZARETH CASTELLIANO, CHI MANGIA SPESSO MERENDINE E CIBO SPAZZATURA HA PIÙ PROBLEMI NELLA REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI E NELLA CAPACITÀ DI LETTURA - AL CONTRARIO, QUANDO IL NOSTRO MICROBIOTA INTESTINALE È BEN BILANCIATO, GRAZIE A UNA DIETA VARIA, ARRIVANO AL CERVELLO SEGNALI CHIMICI CHE PROVOCANO IL RILASCIO DI FATTORI DI CRESCITA NEURONALI...


     
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    Estratto dell’articolo di Giuliano Aluffi per “il Venerdì di Repubblica”

     

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    Non date troppo retta al cervello: è un organo piuttosto sopravvalutato. Non è una battuta, le neuroscienze oggi ci stanno rivelando i modi in cui il corpo influenza il cervello e quindi anche i nostri comportamenti. Una delle avanguardie di questa rivoluzione scientifica contro il "cerebro-centrismo" è Nazareth Castellanos, ricercatrice presso l'Istituto di Scienze cognitive dell'Università Complutense di Madrid e autrice del saggio Neuroscienza del corpo (Ponte alle Grazie).

     

    Il 3 settembre, Castellanos interverrà su questo tema al Festival della Mente di Sarzana. «Il cervello privilegia i messaggi che arrivano dal corpo sopra ogni altra cosa: come ha scoperto il neurologo Marcus Raichle, la maggior parte (tra il 60 e l'80 per cento) dell'energia che consuma è usata per risorse neuronali che sono indipendenti da quanto accade all'esterno» spiega.

     

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    «Questo grande consumo energetico tutto rivolto all'interno è rimasto misterioso – si è parlato di "vita privata del cervello" – fino a quando, di recente, si è iniziato a misurare la sua attività elettrica simultaneamente a quella del resto del corpo, e si è capito che il cervello è impegnato soprattutto a ricevere messaggi dall'intestino, dal cuore, dallo stomaco e dai polmoni. Messaggi che lo influenzano profondamente». […]

     

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    Il corpo ha più strade per condizionarci (in positivo e in negativo). Le tre più importanti sono gli "assi" intestino-cervello, cuore-cervello e respirazione-cervello. Partiamo dal primo: pensare che qualcosa di così visceralmente corporeo, e quindi umile, come l'intestino possa rendere più elevato il nostro pensiero sembra assurdo, eppure è così:

     

    «Quando il nostro microbiota intestinale è ben bilanciato, grazie a una dieta varia, attraverso il nervo vago arrivano dall'intestino al cervello segnali chimici che provocano il rilascio di fattori di crescita neuronali, ovvero sostanze che aiutano i neuroni a svilupparsi, in aree associate alla cognizione, alle emozioni e al controllo del comportamento, come l'ippocampo, l'amigdala, la corteccia cingolata e prefrontale» spiega Castellanos.

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    «Con effetti concreti. La psichiatra australiana Felice Jacka ha fondato un nuovo campo, la psichiatria nutrizionale, iniziando vent'anni fa con lo studio della dieta dei più piccoli: Jacka ha provato che i bambini che si nutrono regolarmente di snack industriali hanno più problemi nella regolazione delle emozioni e nella capacità di lettura.

     

    Ora sappiamo la causa di questo fenomeno: l'influenza dell'intestino sul cervello. Abbiamo anche la controprova: esperimenti sui topi ci dicono che se si recide il nervo vago non si riesce più ad apprendere e si perdono capacità sociali». Insomma, la biodiversità non è importante solo per l'ambiente, ma anche per la mente.

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    «Il microbiota intestinale è composto da varie popolazioni di batteri e virus. Mangiare un certo alimento invece di un altro fa crescere una specie di batteri a scapito di altre» spiega la ricercatrice spagnola. «Se mangiamo cibi altamente processati, la diversità dei batteri cala bruscamente, perché solo alcune popolazioni diventano dominanti».

     

    […] Insomma il cuore, quando lo ascoltiamo, acuisce i nostri sensi. Studi recenti mostrano inoltre che l'esordio dell'Alzheimer è associato a un indebolimento nella connessione tra cuore e cervello. «C'è un equilibrio tra cuore e cervello: quando la connessione è troppo forte, possiamo avere un "eccesso di identità", vale a dire essere narcisisti. Se invece la connessione è troppo debole, se i battiti cardiaci non producono sufficiente risposta tra i neuroni, allora si ha un deficit di identità, come accade in chi soffre di Alzheimer».

     

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    Un sistema sempre più raccomandato dai neuroscienziati per riequilibrare la comunicazione tra cuore e cervello è senz'altro il movimento, ma anche la meditazione. Già, ma chi ha tempo di farlo? Siamo sempre di corsa, sempre in affanno. E respiriamo troppo velocemente, spesso più attraverso la bocca che con il naso.

     

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    Però questo è un male che possiamo correggere, se solo fossimo più consci dei benefici scoperti dalle neuroscienze: respirare con il naso attiva strutture neurali che potenziano l'attenzione e la memoria, ed emettere respiri più lunghi aiuta a regolare le emozioni. «Quando inspiriamo con il naso, attraverso il bulbo olfattivo in 300 millisecondi arriva un impulso elettrico ai neuroni dell'ippocampo, che li fa sincronizzare e agire insieme: questo aumenta le risorse neuronali per la memoria» spiega Castellanos.

    MERENDINE HOSTESS MERENDINE HOSTESS

     

    «Possiamo immaginare il tutto come il caos degli orchestrali. Nel nostro caso abbiamo i neuroni, che provano ognuno il proprio strumento, e la bacchetta del direttore d'orchestra che, facendo iniziare il concerto, li sincronizza ottenendo una sinfonia. Ricercatori della New York University hanno scoperto che ricordiamo di più le informazioni che ascoltiamo mentre stiamo inalando con il naso». Se invece inspiriamo con la bocca, il bulbo olfattivo (che ha connessione diretta con ippocampo e amigdala) non si attiva e non si ha questo effetto rinvigorente per i neuroni. […]

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