DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU…
Scott Roxborough e Rhonda Richford per “Hollywood Reporter”
Quest’anno a Cannes la sicurezza è più presente che mai, ma c’è una nuova forma criminale contro cui il festival non ha difese: le app di live streaming come “Periscope”, “Meerkat” e “You Know”, che permettono agli utenti di condividere video direttamente dal cellulare e rischiano di distruggere le esclusive mondiali.
Che la tecnologia stia diventando sempre più uno strumento per la pirateria lo abbiamo capito nel recente match Pacquiao-Mayweather, ripreso in diretta dai presenti e visto, gratuitamente, da migliaia di persone on line. «E’ una nuova terrificante moda» secondo
Mark Gill, presidente “Millennium Films”. Cannes ha preso le sue misure, tipo telecamere a infrarossi installate nelle sale e guardie mimetizzate fra la folla del red carpet, ma probabilmente non è abbastanza per evitare che qualcuno rovini un’anteprima mondiale.
Al festival francese, ad esempio, non si confiscano cellulari e tablet come avviene in simili eventi americani. Ai presenti viene chiesto di spegnere il telefono prima delle proiezioni, ma giornalisti, critici e dirigenti vengono regolarmente visti mentre digitano i tasti o sussurrano allo smartphone. La sicurezza non intende disturbare la première e ci pensa a lungo prima di intervenire e di far alzare qualcuno.
Il portavoce di “Twitter”, proprietario di “Periscope”, sostiene che il contenuto non autorizzato e coperto da copyright è contro la sua politica e verrà cancellato, se giungono segnalazioni. Ma nel lasso di tempo fra la segnalazione e la cancellazione, il mondo intero avrà visualizzato il contenuto.
“Periscope” e “Meerkat” hanno già supplicato le celebrità di usare i loro servizi per seguire eventi esclusivi. L’unica nota di conforto, finora, è che la qualità delle immagini non è alta e lo streaming è lento, il che scoraggia la visione di un film intero.
gong li a cannes
fotografi a cannes
Intanto secondo la Deneuve i social media hanno ucciso qualsiasi mistica. A 50 anni dalla sua Palma d’oro dichiara che la gente non sogna più le star: «Le vite private di attori e attrici sono mostrate in tutto il globo, non si lascia niente all’immaginazione, mentre essere una star implica glamour e mistero».
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