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IL CINEMA DEI GIUSTI - SI PUÒ ESSERE CONTEMPORANEAMENTE LESBICA, OSSERVANTE MUSULMANA E CALCIATRICE? CERTAMENTE. PUR CON FATICA. COME DIMOSTRA QUESTO “LA PIÙ PICCOLA”, FILM FRANCESE TRATTO DALL’OMONIMO ROMANZO AUTOBIOGRAFICO DI FATIMA DAAS - IL FILM RACCONTA L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE DI FATIMA, CHE DA MUSULMANA OSSERVANTE A UN CERTO PUNTO SI INNAMORA DI UNA RAGAZZA COREANA NEANCHE TANTO STABILE - NON È UN CAPOLAVORO, MA TRATTA UN TEMA IMPORTANTE PER TANTE RAGAZZE, SOPRATTUTTO MUSULMANE, CHE LO HANNO VISTO COME UN FILM LIBERATORIO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Si può essere contemporaneamente lesbica, osservante musulmana e calciatrice? Certamente. Pur con qualche fatica. Come dimostra Fatima Daas, ragazza di origine algerina cresciuta in Francia a Clichy-Sous-Bois, sobborgo di Parigi, autrice nel 2020 del libro autobiografico di grande successo, “La petite dernière", tradotto anche in italiano da Fandango (“La più piccola”).
Libro che è diventato subito un caso, e quindi un film, dallo stesso titolo, “La più piccola” (“La petite Derniére”), diretto da Hafsa Herzi, già bravissima attrice franco-algerina molto amata da Abdellatif Kechiche e Bertrand Bonello, presentato in concorso giusto un anno fa a Cannes con grande enfasi.
Il film racconta appunto l’educazione sentimentale di Fatima, interpretata dalla inedita Nadia Melliti, che da musulmana osservante, con grande famiglia piena di sorelle e una mamma che cucina sempre, a un certo punto della sua adolescenza si scopre lesbica, e si innamora di una ragazza coreana neanche tanto stabile, Ji-Na, interpretata da Park Ji-min.
Ora. Se per Fatima, in mezzo a rapporti a tre e orgette con le amiche del quartiere, è relativamente facile raccontare il suo problema all’Imam, che lo vede come un peccato mortale, non sarà la stessa cosa raccontarlo alla mamma, che non solo seguita a cucinare in ogni istante della sua vita (è il personaggio migliore…), le ha pure regalato per il compleanno una maglietta.
Non un capolavoro, ma per i francesi, che tanto si sono incazzati perché ha vinto solo un piccolo premio ai César, quella della nuova promessa per Nadia Melitti, la protagonista, è un film da presentare con orgoglio. Perché tratta un tema importante per tante ragazze, soprattutto per tante ragazze musulmane, che lo hanno visto come un film liberatorio come già lo era stato il romanzo.
E tratta in maniera decisamente popolare e umana, usando spesso toni da commedia sia la scoperta che di sé ha fatto Fatima, sia la sua decisione di mantenere la propria identità di musulmana e di lesbica cercando di farle convivere. Si può fare. Si può fare. Ma intanto in Italia lo hanno assurdamente vietato ai 14 anni, quando è un film per ragazzine anche più piccole… In sala da domani.
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