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IL CINEMA DEI GIUSTI - VA TUTTO BENE IN EUROPA? GUERRE A PARTE, NON PROPRIO. 11 MILIONI DI POVERI CI SONO NELLA FRANCIA DI MACRON, CI SPIEGA QUESTO TESO, SERISSIMO “LA MATTINA SCRIVO” - IL FILM È UNA PRECISA DESCRIZIONE DELLA CADUTA DI UN INTELLETTUALE QUARANTENNE DELLA PICCOLA BORGHESIA PARIGINA NELLA MISERIA PIÙ NERA E DEL COMPLESSO MECCANISMO SOCIAL CAPITALISTICO - NON È UN FILM DI GRANDE COMPLESSITÀ, È CORTO E BEN STRUTTURATO E RACCONTA CON SEMPLICITÀ E CONVINZIONE L'IMPOVERIMENTO SEMPRE MAGGIORE DELLA PICCOLA BORGHESIA EUROPEA, ABBANDONATA DA TUTTI… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Va tutto bene in Europa? Guerre a parte, non proprio. 11 milioni di poveri ci sono nella Francia di Macron, ci spiega questo teso, serissimo “La mattina scrivo” ("A pied d'oeuvre"), ultimo film di Valérie Donzelli, che lo ha scritto con Franck Courtes e Gilles Marchand, presentato a Venezia lo scorso settembre e vincitore per la migliore sceneggiatura. Ma poteva vincere anche qualcosa di più.
Il film è una precisa descrizione della caduta di un intellettuale quarantenne della piccola borghesia parigina nella miseria più nera e del complesso meccanismo social capitalistico europeo, ma non solo europeo, per cui i nuovi poveri non diventano né rivoluzionari né sottoproletari incazzati in grado non dico di far cadere governi ma neanche di trovare stimoli per cambiare la loro vita.
Paul Marquet, interpretato da un bravo Bastien Bouillon, è un fotografo affermato che abbandona il lavoro per fare lo scrittore, il mestiere che ha sempre sognato. Un disastro. I suoi libri, ben scritti ma un po' tristi, vendono poco e non sono letti nemmeno dalla famiglia.
Perde la moglie, Virginie Ledoyen, i figli, la casa, e per riuscire a scrivere quello che vuole in un deprimente monolocale precipita nei lavori precari offerti da internet.
Lavori a ribasso di tuttofare, giardiniere, manovale, sempre più umili e sottopagati. Come in tutte le favole con morale riuscirà a scrivere un libro che piace a Gallimard basato sulle sue esperienze di vita da povero decoroso. Si rivende, quindi la sua stessa miseria.
Non è un film di grande complessità, è corto e ben strutturato e racconta con semplicità e convinzione l'impoverimento sempre maggiore della piccola borghesia europea, abbandonata da tutti. Ma quanti saranno i poveri in Italia? E quanti di loro pensano di poter vivere con i loro libri…
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