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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - VI DICO SUBITO CHE TANTA ATTESA PER LA SERIE CRIME DI AMAZON PRIME “SCARPETTA”, SULLA PATOLOGA FORENSE CHE RISOLVE CASI IMPOSSIBILI SI È RIVELATA PARECCHIO INUTILE. PERCHÉ, ALLA SECONDA PUNTATA HO MOLLATO DI BRUTTO. BASTA. NON FUNZIONA. MAGARI POI MIGLIORERÀ. MA PREFERISCO IMMA TATARANNI O L’AVVOCATO LIGAS – ALLORA MI SONO SPARATO IL FILM DI PIRATI “THE BLUFF” E IL FILM DI GUERRA UN PO’ TRUMPIANO “WAR MACHINE” - NON SONO GRANDI FILM. MA ALMENO IL ME SPETTATORE IN CERCA DI CINEMA RILASSANTE, DOPO AVER LETTO TUTTO IL GIORNO LE CAZZATE DI TRUMP O AVER SEGUITO L’INTERVENTO DI GIORGIA MELONI CHE NON HA SPIEGATO NULLA, SI RIPRENDE UN ATTIMO… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

nicole kidman jamie lee curtis scarpetta

Vi dico subito che tanta attesa per la serie crime di Amazon Prime “Scarpetta”, tratta dai celebri romanzi di Patricia Cornwell sulla patologa forense che risolve casi impossibili, diretta da David Gordon Green, Charlotte Brändström, Ellen Kuras, sceneggiata da Elizabethj Sarnoff, e interpretata da Nicole Kidman come Kay Scarpetta, Jamie Lee Curtis come sua sorella Dorothy, Bobby Cannavale come Pete Marino, detective e cognato, Simon Baker come fidanzato, Rosy McEwen come Kay giovane, Ariana DeBose come Lucy, la nipote lesbica che parla con la moglie morte al computer, si è rivelata parecchio inutile.

bobby cannavale nicole kidman scarpetta

 

Perché, alla seconda puntata , di otto, che vedevo ieri sera ho mollato di brutto. Basta. Non funziona. Magari poi migliorerà. Ma preferisco Imma Tataranni o l’Avvocato Ligas. “Scarpetta” non funziona narrativamente, perché ci sono troppi flash back con una sorta di Kidman giovane e un Cannavale giovane, perché le parti comedy sulla famiglia della protagonista con lei che litiga con la sorella e il dramma della nipote che è rimasta vedova non producono nulla, perché si esagera con lo splatter inutile. Devo dire che solo quando troviamo da soli la Kidman e Bobby Cannavale che indagano qualcosa si muove e ci ricordiamo che stiamo vedendo un crime con un caso da risolvere. Ma non mi basta.

the bluff 1

Invece, solo sul divano, perché per le mogli non sono proprio qualcosa di vedibile, mi sono sparato due bombe come “The Bluff”, film di pirati di Amazon con Priyanka Chopra Jonas e Karl Urban, super primo con non so quanti milioni di spettatori, e “War Machine” di Flank E. Flowers, prodotto dai fratelli Russo, altra macchina infernale, stavolta di guerra, film forse (anzi tolgo il forse) un po’ trumpiano anche se il cattivo è un robot alieno imbattibile e il tutto sembra un po’ un videogioco, con un soldataccio stupido ma affascinante alla Aldo Ray interpretato da Alan Ritchson.

the bluff 2

 

Brutti o belli che siano sono due film di genere e li vediamo esattamente come li vedevamo qualche anno fa al cinema. Solo che non vanno più al cinema, e i trucchi in digitale, gli effetti AI dilagano. Ma facciamo finta di non vederli. Perché solo così posso vedermi dopo anni un film di pirati con dei cattivi in cerca di una cassa piena d’oro e una piratessa, Bloody Mary, che si nasconde come brava donna di casa in un’isoletta dei Caraibi.

war machine 1

 

O un film di guerra forse trumpiano, dove l’eroe, in mezzo a una battaglia con alieno alla “Predator”, deve ritornare a casa portando almeno uno dei suoi uomini vivo. Confesso che mi sono piaciuti anche i protagonisti, sia la fantastica Priyanka Chopra Jonas che si trasforma in piratessa affetta-cattivi  e difende la sua famiglia e affronta il maschio cattivo, già suo socio, il torvo Karl Urban, che ha come sottoposto Temuera Morrison, sia questo soldataccio interpretato da Alan Ritchson che combatte gli alieni dopo aver combattuto i talebani.

war machine 4

So benissimo che non sono grandi film, e che qualsiasi film di pirati di Raoul Walsh e film di guerra di William Wellmann o dello stesso Raoul Walsh era decisamente superiore. Non scherziamo. Ma almeno il me spettatore in cerca di cinema rilassante, dopo aver letto tutto il giorno le cazzate di Trump, una diversa dall’altra, o aver seguito l’intervento di Giorgia Meloni che non ha spiegato nulla, si riprende un attimo.

 

war machine 5

E capisco anche allora perché siano funzionati in sala due film come “Sinners” e “Una battaglia dopo l’altra”, che si contenderanno l’Oscar domenica sera. Perché, malgrado trattino anche temi importanti e siano film storici e politici, sono soprattutto film di genere che riprendono una tradizione americana anni ’70. E parecchio ben fatti. E il cinema, come diceva il vecchio Samuel Fuller, è azione. E il fatto che l’Oscar riscopra il cinema di genere dopo averlo snobbato per anni e anni mi sembra qualcosa di parecchio interessante.  

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