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TE LO DO IO IL “MODELLO ALBANIA”! – PROPRIO MENTRE GIORGIA MELONI LANCIAVA L'ENNESIMO ATTACCO ALLE TOGHE DALLA CAMERA, IERI LA CORTE D’APPELLO DI ROMA HA AVANZATO NUOVE OBIEZIONI CHE POSSONO MINARE ALLA BASE IL MECCANISMO DEI TRASFERIMENTI DEI MIGRANTI OLTRE ADRIATICO: I GIUDICI METTONO IN DUBBIO “LA LEGITTIMITÀ DELLA DISCIPLINA DEL PROTOCOLLO ITALIA-ALBANIA”, ESPRIMENDOSI SUL TRATTENIMENTO DI TRE MAROCCHINI CON DECRETO DI ESPULSIONE, TRASFERITI DA CPR ITALIANI A QUELLO DI GJADER IN ATTESA DI RIMPATRIO – SU QUESTO PUNTO SI ATTENDE IL VERDETTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CHE ARRIVERA’ IL 23 MARZO, IN CONCOMITANZA CON IL REFERENDUM...
Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”
edi rama e giorgia meloni firma accordo per i migranti italia albania 3
«L'Italia ha l'ok dell'Europa per i centri in Albania», rivendica Giorgia Meloni gridando per l'ennesima volta allo scandalo in Parlamento per la lunga lista di immigrati, con una lunga fedina penale, rimessi in libertà e riportati in Italia su ordine dei giudici che ritengono i trattenimenti in Albania non in linea con il diritto europeo.
E proprio dai giudici, questa volta quelli della Corte d'appello di Roma, arrivano nuove obiezioni che potrebbero minare alla base il meccanismo dei trasferimenti dei migranti oltre Adriatico.
«Questa Corte d'appello dubita della legittimità della disciplina del protocollo Italia-Albania e della conseguente legge di ratifica», scrivono i giudici nelle motivazioni dei provvedimenti di convalida del trattenimento di tre marocchini con decreto di espulsione, anche loro trasferiti da cpr italiani a quello di Gjader in attesa di rimpatrio e anche loro con una sfilza di precedenti penali.
giorgia meloni edi rama - hotspot per migranti in albania
La questione […] è già stata sollevata nei mesi scorsi con ricorso alla Corte di giustizia europea che dovrebbe pronunciarsi il 23 marzo, giusto in concomitanza con il referendum per il quale le liberazioni dei migranti in Albania sono brandite come una clava dal fronte del sì «per fermare i giudici amici dei clandestini», ultimo post di Salvini.
E dunque, alla Corte di giustizia europea i giudici italiani chiedono, in sostanza, se è legittimo considerare il centro di Gjader alla stessa stregua di un cpr italiano, come ha deciso il governo nel momento in cui è stato costretto a mettere da parte il progetto originario di portare in Albania i richiedenti asilo provenienti da Paesi sicuri salvati in mare, in attesa della procedure accelerate di frontiera.
In sostanza, ecco quello che accade: i migranti irregolari, già trattenuti in cpr italiani e poi trasferiti, una volta arrivati in Albania presentano una nuova richiesta di asilo («strumentalmente» secondo il governo), e le norme europee prevedono che, nelle more che la domanda venga evasa, sia loro diritto rimanere in territorio europeo.
migranti ammanettati arrivano in albania
Majader è Albania, non Europa. Dunque il loro trattenimento il più delle volte non viene convalidato e quindi i migranti vengono riportati in Italia, liberi. Nelle more che entri in vigore, a fine giugno, il nuovo Patto asilo e immigrazione e la nuova direttiva rimpatri, questo prevedono le norme europee e a questo i giudici italiani devono uniformarsi.
Che i migranti in questione abbiano precedenti penali (quasi tutti quelli scelti per il trasferimento li hanno) o sono ritenuti pericolosi non incide. Ma se il governo li avesse lasciati nei cpr italiani dove erano già trattenuti ( essendo su suolo italiano) non sarebbero stati liberati e, in caso (praticamente certo) di diniego all'asilo avrebbero potuto essere rimpatriati. Impossibile che il governo non ne fosse consapevole. Anzi, nelle ultime settimane, in piena campagna referendaria i trasferimenti in Albania sono aumentati e di conseguenza anche i provvedimenti dei giudici. [...]
edi rama e giorgia meloni vertice intergovernativo italia albania villa pamphilij roma
Ma i giudici si limitano ad applicare le leggi in vigore. E dunque la Corte d'appello di Roma ritiene che i giudici non avrebbero persino avuto titolo a pronunciarsi sulle convalide dei trattenimenti. «Ancora oggi — scrivono nelle motivazioni — permangono i dubbi già sollevati da questa Corte di Appello rispetto alla compatibilità con l'articolo 9 della direttiva europea, a norma del quale il richiedente asilo ha il diritto di rimanere nello Stato membro fino all'adozione della decisione sulla sua domanda». [...]
centro migranti DI GJADER IN ALBANIA
LA QUESTIONE MIGRANTI IN ALBANIA SPIEGATA DA NATANGELO
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