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Renato Franco per il “Corriere della Sera”
Uno pensava di essersi liberato degli anni 90. E invece no. Finiti nella cripta del ricordo, risorgono nuovamente perché in tv anche il riciclo è una forma d’arte che si muove tra memoria (dello spettatore) e brand (di un prodotto di successo). Così, rieccoli, X-Files , Twin Peaks e i loro fratelli.
L’ultimo annuncio in ordine di tempo è quello del ritorno, a 13 anni di distanza dagli ultimi episodi, di X-Files , la serie di fantascienza che ha segnato un’epoca. Nove stagioni (dal 1993) con la coppia di fatto Dana Scully e Fox Mulder (Gillian Anderson e David Duchovny) che con i loro vestiti sempre troppo larghi (era la moda) indagavano su paranormale, Ufo e alieni.
david duchovny e gillian anderson tornano in x files
Il creatore Chris Carter ha spiegato perché ha pensato di realizzare sei nuove puntate: «La buona notizia è che in questo tempo il mondo è divenuto molto più strano, un momento perfetto per raccontare queste sei storie». Le riprese partiranno in estate e la reunion è stata subito celebrata su Twitter: «Mulder, sono io. Sei pronto?» ha scritto Gillian Anderson. Duchovny in risposta («Sono pronto, G.»), per poi aggiungere: «Sono passati 13 anni, spero che il vestito mi vada ancora bene». Da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi.
Misteri diversi. Ma anche Twin Peaks si muove nella zona grigia del dubbio, delle sfumature che non portano mai a un confine netto. Nel 2016 arriveranno nove nuovi episodi firmati da David Lynch. Ci saranno anche Kyle MacLachlan, ovvero l’agente speciale Dale Cooper, e Sheryl Lee, ovvero Laura Palmer, la stecchita che dava inizio alla vicenda («Chi ha ucciso Laura Palmer?»).
Giovanni Modina, direttore dei contenuti di Mediaset Premium, è scettico: «Nella maggior parte dei casi sono operazioni commerciali facilmente smascherabili. Ci sono corsi e ricorsi ciclici: una prima fase di grande euforia creativa perché magari si è trovata una chiave originale per trattare un genere; lo sfruttamento fino a esaurimento di quel filone aurifero; il ritorno a quanto di buono è stato fatto. Ecco, la riproposizione di vecchi titoli mi sembra rientri in questa logica».
«Il periodico ritorno di un decennio si spiega in parte con la mancanza di idee, in parte con la necessità di riempire palinsesti e canali — l’analisi di Antonio Visca, direttore di Sky Atlantic —: vengono prodotte tantissime ore di tv, quindi è inevitabile guardare anche al passato. In molti casi — penso a Fargo — ripescare però significa anche aggiungere idee nuove».
Le serie che hanno marchiato i 90? Ancora Visca: «Quella più rivoluzionaria è stata Twin Peaks , per la prima volta si vedeva qualcosa di diverso, con un vero autore di cinema che si cimentava anche nella tv. Quanto all’immaginario collettivo, quelle che hanno più segnato quegli anni sono state Baywatch e Beverly Hills ». Modina punta proprio su Beverly Hills , strepitoso successo di Italia 1: «Fu un’operazione che oggi sarebbe impossibile: il rapporto costi/benefici fu estremamente positivo».
È passato sottotraccia, ma anche House of Cards (Sky Atlantic), la serie sulla cinica corsa al potere dello stra-ambizioso Frank Underwood (Kevin Spacey) nasce da un adattamento della serie inglese (dallo stesso titolo) del 1990. Appena quattro puntate, ispirate al romanzo scritto da Michael Dobbs, ex capo dello staff del Partito Conservatore sotto Margaret Thatcher. The Flash — la serie più vista della stagione con oltre 2.500.000 spettatori su Italia 1 — è un reboot, un riavvio, della serie omonima del 1990 che durò un anno, e nasce dalla serie di fumetti sul supereroe che viaggia a velocità supersonica.
Per quel gusto della citazione sempre più ricercata dagli autori il protagonista del serial anni 90, John Wesley Shipp, interpreta il padre del nuovo protagonista (Grant Gustin).
Poi ci sono progetti più fumosi, ma che potrebbero andare in porto. Voci e smentite su una reunion (o comunque un ritorno) di Baywatch (partito nel 1989 ma esploso l’anno dopo) si sono rincorse.
Certo il bagnino David Hasselhoff viaggia per i 63, Pamela Anderson per i 48 e al netto dell’abbondante chirurgia plastica che si sono concessi, al massimo sarebbero credibili solo come genitori di nuovi palestratissimi bagnini e svestitissime bagnine. Anche Friends (10 stagioni dal 1994) rimane una suggestione, soprattutto per Jennifer Aniston. Sei amici al bar, con una buona sceneggiatura, funziona a qualunque età.
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