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MA FINO A CHE ETÀ SI È DELLE “GIOVANI PROMESSE”? ALDO GRASSO E IL DISASTRO TARGATO CATTELAN: “IL PROGRAMMA SI È ACCONTENTATO DI UN'OPERAZIONE DI TRAVASO E DI ESASPERANTE ACCUMULO SENZA UNA CONVINCENTE COSTRUZIONE NARRATIVA E UN'IDEA DI FONDO. IN TV NON S'INVENTA MAI NULLA DI NUOVO, QUELLI CHE PROMETTONO "NUOVI LINGUAGGI" SONO I PIÙ PREVEDIBILI, MA ALMENO IL RITMO ANDAVA SALVAGUARDATO” - VIDEO
Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
Giuro che quando, a inizio programma, ho sentito la voce di Michele Guardì accogliere Alessandro Cattelan all'ingresso di Viale Mazzini, il primo istinto è stato quello di cambiare canale. E questo sarebbe il nuovo? E poi i consigli nella mensa Rai di Carlo Conti. E questa sarebbe ironia? E poi Nicoletta Orsomando, Antonella Clerici, Il Volo, Luca Argentero. E poi le canzoni di Raffa interpretate da Elodie. C'era persino Paolo Bonolis a rappresentare la concorrenza.
alessandro cattelan da grande 2
Mancavano solo Amadeus e Bruno Vespa, peccato. Alessandro Cattelan è molto bravo, non lo scopriamo oggi e il parco presentatori della rete va rinnovato; Rai1 ha urgente necessità di ringiovanire la sua audience di arzilli attempati (quorum ego); forse bisogna cominciare a preparare il terreno per l'Eurovision Song Contest 2022. Fatte queste premesse, il programma si è accontentato di un'operazione di travaso e di esasperante accumulo (portare sulla rete ammiraglia alcuni segni di riconoscimento del pubblico millennial e alcune citazioni pop che alimentano i social), senza una convincente costruzione narrativa e, soprattutto, un'idea di fondo.
E dire che Cattelan aveva a disposizione un impianto scenico e una qualità di scrittura di tutto rispetto che mi auguro usi con maggior consapevolezza nel secondo appuntamento. Altrimenti ci troveremo ancora di fronte allo scontro di due universi inconciliabili; da una parte il leggero mondo di EPCC, il format cucito sulla pelle di Cattelan e rivolto a un pubblico che conosce l'abc della rete; dall'altra la pesantezza autoreferenziale di Rai1.
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Per dire, ultimamente la rete si è trasformata in una perenne messa (in onda) di trigesima, in suffragio di Raffaella Carrà. In tv non s' inventa mai nulla di nuovo, quelli che promettono «nuovi linguaggi» sono i più prevedibili, ma almeno il ritmo andava salvaguardato per smentire il luogo comune della «giovane promessa».
ALDO GRASSO
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ALESSANDRO CATTELAN
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aldo grasso
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