la favorita

IL CINEMA DEI GIUSTI – AI PREMI OSCAR EUROPEI VINCE TUTTO LA FAVORITA (MIGLIOR FILM, REGIA, ATTRICE, CIOÈ OLIVIA COLMAN, COMMEDIA, COSTUMI, MONTAGGIO, TRUCCO E PRODUZIONE). TROPPI PREMI. E DETTATI IN GRAN PARTE ANCHE DALLA PAURA CREATA DAL MOVIMENTO DELLE ATTRICI E REGISTE CONTRO ROMAN POLANSKI – L’ITALIA RESTA A BOCCA ASCIUTTA

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Marco Giusti per Dagospia

la favorita

Mah. Ci sarebbe qualcosa da ridire su questi otto premi EFA, gli Oscar europei, a La favorita di Yorgos Lanthimos, miglior film, regia, attrice, cioè Olivia Colman, commedia, costumi, montaggio, trucco e produzione. Troppi. E dettati in gran parte anche dalla paura creata dal movimento delle attrici e registe, c’era pure una agguerritissima Rosanna Arquette, contro Roman Polanski, jaccusepolanski, che ha cercato fino all’ultimo di far togliere il suo film, L’ufficiale e la spia, anche dalle nominations.

la favorita di yorgos lanthimos

 

Giusto o sbagliato che fosse, ovvio però che, a quel punto, nessuna giurata femmina l’avrebbe mai votato. E infatti, con Polanski in fuori gioco, era chiaro che La favorita era pronto a vincer tutto. Nulla da dire su Olivia Colman e i costumi meravigliosi di Sandy Powell, ma regia e commedia, magari potevano andare altrove.

 

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Tra i premi maggiori sono rimasti fuori così solo un EFA Award a Dolor y gloria di Pedro Almodovar per il miglior attore, Antonio Banderas, che non c’era, ma non c’era nemmeno Olivia Colman, e quello per la sceneggiatura all’iperfemminista Ritratto di una signora in fiamme di Celine Sciamma. Dolor y gloria ha vinto anche per le scenografie. La Spagna si porta a casa anche il miglior film di animazione, Bunuel en el laberinto de las tortugas di Salvador Simò, mentre a Cold War di Pawel Pawlikowski va il premio del pubblico e a Les miserables di Ladj Ly va il premio Discovery-Fipresci.

 

Pochino eh? All’Italia, malgrado la presenza dei nostri Marco Bellocchio e Pier Francesco Favino con Il traditore, che aveva delle candidature forti, va decisamente peggio, visto che non vince proprio niente. E nemmeno nel documentario, dove avevamo ben due nomination su cinque, con i film di Beniamino Barresi, La scomparsa di mia madre, e di Agostino Ferrente, Selfie, riusciamo a vincere, ahimé, visto che il premio va a For Sama di Waad el-Kateab e Edward Watts. Peccato, perché nel documentario il cinema italiano quest’anno si è davvero imposto con dei film di grande valore, che speriamo possano essere lanciati per l’Oscar.

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