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"GLI AUTORI SONO UNA CASTA" - IL CONTRATTACCO DI VINCENT BOLLORÉ DOPO IL LICENZIAMENTO DI OLIVIER NORA, CACCIATO DALLA GUIDA DELLA CASA EDITRICE "GRASSET", E LE PROTESTE DI PIU' DI 200 SCRITTORI CHE MINACCIANO DI LASCIARE IL GRUPPO - IL MAGNATE BRETONE REPLICA USANDO UN SUO GIORNALE E RESPINGE LE ACCUSE DI VICINANZA ALL'ULTRADESTRA: “SONO DEMOCRISTIANO E I DIRIGENTI CONTINUERANNO A PUBBLICARE GLI AUTORI CHE VOGLIONO” - SECONDO BOLLORÉ, LE RAGIONI DEL LICENZIAMENTO DI NORA SAREBBERO CONCRETE E AVREBBERO A CHE FARE CON I RISULTATI ECONOMICI DI "GRASSET", CHE HA AVUTO UN FORTE CALO DEL RISULTATO TRA IL 2024 E IL 2025…
Anais Ginori per “la Repubblica” - Estratti
Vincent Bolloré rompe il silenzio e sceglie il contrattacco. Nel pieno della crisi aperta dal licenziamento dell'editore Olivier Nora alla guida di Grasset, il magnate bretone affida la sua replica a un breve testo pubblicato sul Journal du Dimanche, lo storico domenicale passato sotto il suo controllo. Bolloré premette di non avere alcun ruolo operativo nella gestione di Hachette, rilevata quasi tre anni fa. Ma poi decide di intervenire in prima persona per rispondere a chi lo accusa.
Il caso Nora, sostiene, non sarebbe il sintomo di una crisi della libertà editoriale né il segnale di una svolta ideologica verso l'ultradestra, vicinanza che lui respinge apertamente. «Sono democristiano e i dirigenti di Hachette continueranno a pubblicare gli autori che vogliono», afferma.
Secondo Bolloré, le ragioni del licenziamento sarebbero molto più concrete e avrebbero a che fare con un disaccordo sulla data di uscita del nuovo libro di Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino appena approdato a Grasset dopo il clamoroso addio a Gallimard.
La colpa di Nora, nella sua ricostruzione, sarebbe stata quella di rifiutare di anticipare a giugno la pubblicazione del volume, prevista invece per la fine dell'anno. Il management di Hachette, che Bolloré ricorda essere il «vero proprietario» della maison, avrebbe così imposto la propria linea.
Come seconda giustificazione del licenziamento, il magnate cita i risultati economici di Grasset, evocando un forte calo del risultato tra il 2024 e il 2025. Un'argomentazione contestata da diversi osservatori del settore, secondo i quali la maison avrebbe in realtà resistito meglio di altri marchi in un contesto editoriale molto difficile. Nel suo testo, Bolloré attacca anche sul piano personale Olivier Nora, ricordando una remunerazione salita oltre il milione di euro l'anno, e liquida la protesta degli scrittori come il riflesso di una «piccola casta che si crede al di sopra di tutto e di tutti».
In pochi giorni, più di duecento autori hanno annunciato di voler lasciare Grasset.
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