FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE…
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La New York degli anni '80 era decisamente diversa da quella attuale. Per l' America, e per il resto del mondo, si trattava di una metropoli sudicia e piena di criminalità . La metropolitana ne era la prova più evidente. Era una specie di terra di nessuno, sia di giorno che di notte. Le statistiche mostrano infatti che nel 1985 là sotto avvennero circa 14.000 reati, niente in confronto ai 2.000 di oggi.
Eppure, l'allora fotografo 22enne Christopher Morris, stagista presso l'agenzia Black Star, fece di questa situazione un'opportunità di lavoro. Oggi lavora per Time, ha vinto molti premi come fotogiornalista e ha ripescato gli scatti inediti di quando era sulle tracce di Tracy 168, un semidio nel mondo dei graffiti.
Per sei mesi, nel 1981, Morris si immerse nei sotterranei della Grande Mela in cerca di facce criminali, semplici pendolari o ragazzini che vagavano senza meta. Viaggiava da solo o in compagnia dei Guardian Angels, il gruppo di volontari che combatteva il crimine.
Su e giù per i vagoni, da Manhattan al Bronx. Ed ecco le immagini di una città frenetica, piuttosto pericolosa, sebbene sempre affascinante.
La metro era una terra di nessuno
La Grande mela era sinonimo di sporcizia
Le vecchie cuffie da walkman
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