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L’ITALIA SI CHIEDE: CHE FACCIA HA IL FIGLIO ADOTTIVO “SEGRETO” DI RAFFAELLA CARRÀ? ECCO GIANLUCA PELLONI BULZONI IL 16 NOVEMBRE 2024 ALL’OSPEDALE MISERICORDIA DI GROSSETO: I GIORNALI LOCALI ALLORA LO PRESENTARONO COME “FIGLIO” DI SERGIO JAPINO, MA L’EX COMPAGNO DELLA CARRÀ HA SOLO UNA FIGLIA UFFICIALE. GIÀ ALLORA AVEVA ACQUISITO IL COGNOME ALL’ANAGRAFE DELLA CARRÀ (PELLONI) – BULZONI, COLLABORATORE DI “RAFFA” PER TRENT’ANNI, POTREBBE ESSERE L’UNICO EREDE DEL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DELLA STAR DELLA TV: LA CARRÀ NON HA FIGLI. CI SONO DUE NIPOTI, FIGLI DEL FRATELLO, CON I QUALI PERÒ SAREBBERO STATI TROVATI ACCORDI QUANDO LEI ERA ANCORA IN VITA…
GROSSETO: CELEBRATO IL 60^ ANNIVERSARIO DELL’OSPEDALE DELLA MISERICORDIA
Estratto da https://www.centritalianews.it - articolo del 16 novembre 2024
Misericordia di Grosseto è la «casa» della sanità pubblica della Maremma. Con questo spirito si sono aperte , le celebrazioni dei 60 anni dalla posa della prima pietra dell’ospedale di Grosseto.
[…] Nel corso della mattinata anche un momento di ricordo di una grande benefattrice dell’ospedale Misericordia, Raffaella Carrà. Presenti in sala Sergio Japino e il figlio Gianluca Pelloni Bulzoni. […]
L’EREDE DI RAFFAELLA C’È UN FIGLIO ADOTTIVO SEGRETO
Estratto dell’articolo di Vincenzo Brunelli per il “Corriere della Sera”
Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto che è quindi anche l’unico erede legittimo del patrimonio della grande artista italiana, oltre che dei diritti d’immagine e d’autore delle sue opere.
È quanto emerge dal testo di una ordinanza del Tribunale di Roma del 6 febbraio scorso: si chiama Gian Luca Pelloni Bulzoni, è nato a Ferrara nel 1964 ma è residente a Roma, dove dirige la «Arcoiris edizioni musicali» di cui è il titolare. Ex segretario personale e manager di Raffaella Carrà, era tra le persone a lei più vicine e care, insieme con pochi altri. Carrà — morta il 5 luglio del 2021 — era infatti molto discreta e della sua vita privata si sapeva davvero poco: per arrivare ad adottarlo, evidentemente il loro rapporto era davvero speciale.
A confermare la notizia è stata la Fondazione intitolata a suo nome: «Alla luce di quanto riportato dal Corriere della Sera , si rende noto che la scelta di Raffaella Carrà di adottare Gian Luca Pelloni Bulzoni era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care. Il signor Pelloni Bulzoni ha già istituito la fondazione Raffaella Carrà, destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista».
La notizia, anticipata tre anni fa dalla giornalista Rai Adriana Pannitteri nel libro «Raffaella Carrà. La ragazza perfetta», è emersa da un contenzioso giudiziario con una società spagnola per il musical teatrale Ballo ballo , di cui Pelloni Bulzoni aveva chiesto l’inibitoria alla «realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo», per l’assenza del suo consenso. Aveva effettuato questa richiesta al Tribunale di Roma proprio in qualità di erede di Raffaella Carrà.
[…]
La giudice Laura Centofanti però non ha concesso l’inibitoria richiesta perché a oggi le 36 rappresentazioni teatrali del musical Ballo ballo , successive al film del 2020, si sono già svolte e non ne sono previste altre. Per eventuali risarcimenti Pelloni Bulzoni — cioè «l’erede di Carrà», è scritto sempre nelle carte — dovrà quindi casomai proseguire l’azione legale nel processo di merito.
Nel provvedimento pubblicato nei giorni scorsi si legge anche che per Pelloni Bulzoni una circostanza risultava particolarmente offensiva: le rappresentazioni teatrali del musical associavano alla vendita del biglietto per il teatro anche «un omaggio per l’acquirente costituito da patatine e Coca Cola, circostanza quest’ultima che avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre».
GIAN LUCA PELLONI BULZONI - FOTO CORRIERE DELLA SERA
Sempre stando al resoconto processuale pare che il «figlio adottivo di Raffaella Carrà» fosse in realtà a conoscenza del tour teatrale successivo al film/musical e avesse sottoscritto anche alcuni accordi.
Questo sarà però affrontato nell’eventuale processo di merito. Raffaella Carrà aveva dunque adottato il suo ex collaboratore, adesso unico erede non avendo avuto altri figli. Ci sono due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello di Raffaella, morto a soli 56 anni, con i quali forse sono stati trovati accordi quando l’artista era ancora in vita, visto il grande affetto che provava per loro e per il fratello. Un po’ di mistero resta, come da volontà della stessa Carrà che ha sempre cercato di tenere al riparo dai riflettori la sua vita privata, compresa la malattia che l’ha portata alla morte.
Raffaella Carra by Oliviero Toscani
Gian Luca Pelloni Bulzoni era rappresentato dall’avvocata Barbara Giaquinto, mentre la società spagnola dall’avvocata Rossella Bertipaglia. Per il momento nessun commento da parte dei due legali.
DA GUARDIA DEL CORPO A CONFIDENTE FEDELISSIMO PER 30 ANNI AL SUO FIANCO
Estratto dell’articolo di Natalia Distefano per il “Corriere della Sera”
Per quasi trent’anni è stato l’uomo ombra di Raffaella Carrà, una presenza felpata nella vita pubblica della diva più amata d’Italia.
Ma soprattutto il custode silenzioso della sfera intima di un’esistenza vissuta sotto i riflettori: di un privato che la Regina della tv ha difeso con le unghie e con il sorriso.
Gian Luca Pelloni Bulzoni, nel mondo luccicante dello spettacolo è rimasto a lungo «soltanto» — si fa per dire — l’assistente personale della Raffa Nazionale. Oggi invece le cronache giudiziarie e le carte bollate del Tribunale di Roma squarciano il velo di riservatezza sul loro rapporto elettivo: è lui il figlio adottivo ed erede universale di un impero che conta non solo un sostanzioso patrimonio immobiliare e finanziario ma anche i diritti d’immagine e d’autore della Carrà.
Raffaella Carra e Sergio Iapino 3 - Foto Farabola
Nato a Ferrara nel 1964, Bulzoni (Pelloni è il cognome all’anagrafe di Raffaella) […] è stato prima guardia del corpo, poi confidente e negli ultimi due decenni il braccio destro: «La persona di cui si fidava ciecamente», confermano gli amici comuni.
[…] Chi lo ha incrociato nei corridoi di via Teulada o nelle stanze della casa romana della Carrà, lo descrive come un uomo di rigorosa precisione, dotato di una dedizione quasi monastica verso Raffaella.
Non un semplice dipendente: era il filtro tra il mito e la realtà. Un lavoro dietro il quale si celava un legame filiale che solamente oggi trova conferma ufficiale.
Con l’adozione, perfezionata lontano dal clamore dei tabloid, ora su Pelloni Bulzoni cade anche il ruolo di guardiano della memoria di un talento che non ha avuto discendenti diretti. E il compito di «proseguire la sua attività e portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care», fa sapere la neonata Fondazione Raffaella Carrà.
Così questa storia di fedeltà assoluta si trasforma in dinastia. […]
sergio iapino e raffaella carra
Un «erede universale» ma non «unico», ci tiene infine a precisare la Fondazione, perché «Raffaella Carrà nelle sue ultime disposizioni non ha escluso nessuno dei suoi affetti». Ma sapeva che qualcuno doveva continuare a occuparsi di lei dopo la sua morte.
E ha scelto lui.
CASA RAFFAELLA CARRA'
raffaella carra' 3
raffaella carra' 2
techetechete' speciale raffaella carra 1
raffaella carra' 1
mina raffaella carra
raffaella carra' 9
Raffaella Carra e Sergio Iapino - Foto Farabola
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