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Lettera
Berlusconi celebra il ventennale del tg5 e dice "nessuno ci credeva, solo io volevo il tg5". Una balla colossale. Il tg5 fu fondato per volontà di Craxi..." . Tutto vero!
Dal 1991, in quei partiti molto ordinati della Prima Repubblica, si teneva in via del Corso, al PSI, una riunione alle 9 e 30 del mattino. Nella stanza del ripetitore di Craxi, Ugo Intini, dopo che una serie di volenterosi giovanotti avevano, dal primo mattino, tagliato e selezionato gli articoli dei principali quotidiani arrivavano gli evangelisti socialisti dell'informazione: direttori di testata, futuri capiredattori, anchorman in fasce che diventeranno un giorno politici e tanti, tanti altri nomi che poi abbandonarono velocemente il palazzone e il cinghialone con meno generosità di Schettino (e ancor meno coraggio).
Dopo riflessioni e valutazioni, che avrebbero fatto impallidire i centri studi dei più blasonati degli attuali pensatoi politici, partivano le telefonate di Ugo Palmiro Intini, "Metal voice" per gli amici, alla rete informativa socialista.
Complice l'agguerritissima schiera degli ufficiali della propaganda riuniti al cospetto d'Intini si compieva l'imperdibile rito della distribuzione del verbo ai comunicatori periferici. E lì, tra balle del mondo Fininvest, accucciamenti di benificiati e tanti altri dispersi si cominciava a capire che il vento stava girando. E i professionisti della notizia socialista l'avevano capito per primi.
Il Fantasma del Corso
CRAXI E BERLUSCONI AL MARE
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