AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E…
AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…
DAGOREPORT
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
La nomina a capogruppo alla Camera di Enrico Costa è un compromesso. Tajani non ha accettato la Bergamini, braccio politico di Marina B., perché sarebbe percepito come un commissariamento. La Bergamini per amor di patria sta cercando di farlo accettare ai molti deputati contrari.
La famiglia non intende sottrarsi ad investire in FI purché porti avanti valori di un partito snello, moderno, e liberale nonché attento ai diritti delle minoranze (veleno per la Ducetta azzoppata).
FORZA ITALIA, I BERLUSCONI DETTANO LA LINEA A TAJANI: VIA IL CAPOGRUPPO E NO AL CONGRESSO
Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per “il Fatto quotidiano”
Il nome del nuovo capogruppo non è ancora ufficiale perché bisogna trovare un posto a quello attuale. Magari di sottogoverno, se possibile. I congressi del partito saranno o rinviati a dopo il voto (quello nazionale) o diluiti nel tempo (quelli regionali).
La linea è stata imposta. Ed è quella di Arcore. O meglio di Cologno Monzese, il luogo dove ieri la famiglia Berlusconi – Marina e Pier Silvio – ha accolto il “forestiero” Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia già azzoppato dopo la sostituzione di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato.
Ospiti d’eccezione Gianni Letta, gran visir del berlusconismo e mediatore tra la famiglia e Tajani, e Danilo Pellegrino, ad di Fininvest (è l’uomo dei numeri) per certificare il ritorno del partito-azienda. Pellegrino è l’incaricato allo “scouting” di figure nuove nel partito in vista delle prossime elezioni.
Quattro ore e mezzo di pranzo concluse con note concilianti: “Incontro positivo”, dice la famiglia; “Visione unitaria e condivisa”, recita Tajani. Portate leggere come da tradizione. Ma molta tensione. Prima e dopo il vertice.
Basti pensare che i protagonisti entrano con una lista di nomi per sostituire il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, ormai in uscita.
Marina Berlusconi propone Giorgio Mulè, Deborah Bergamini e Ugo Cappellacci, Tajani dice Raffaele Nevi, Pietro Pittalis e Enrico Costa. Di nomi veri ce ne sono meno. C’è Mulè e Costa o Bergamini. Sul nome del vicepresidente della Camera, vicino alla famiglia, il vicepremier minaccia di fare le barricate.
Arrivando a ipotizzare le dimissioni che farebbero traballare il governo. Scenario che la famiglia Berlusconi non può accettare. Sarebbe uno smacco troppo grande farsi imporre la sostituzione del consuocero per mettere il leader della minoranza interna nonché possibile candidato alla segreteria dopo le performance referendarie, è la tesi di Tajani.
Sul tavolo restano i nomi di Bergamini – che da tempo sogna la promozione – o di Costa. Ma l’accordo, alla fine, si fa: dovrebbe essere quest’ultimo il candidato scelto. [...]
Resta da trovare una sistemazione a Barelli la cui ricerca di un ruolo nel governo ha fatto irritare anche Palazzo Chigi.
antonio tajani e giorgia meloni alla camera foto lapresse
Chiede un posto da sottosegretario ma con ogni probabilità la sua nomina sarebbe incompatibile con la presidenza della Federazione Italiana Nuoto, che non vuole mollare ad ogni costo.
Agli amici Barelli avrebbe detto di non essere disposto a lasciare la Federnuoto per un posto di sottogoverno in un esecutivo che dura solo un anno. Dunque o entrambe o niente governo. [...]
Resta il fatto che a Meloni non piace questa ricerca di un posto perché sta ritardando la nomina degli altri sottosegretari.
[...] Il congresso nazionale sarà rinviato a dopo le elezioni del 2027 per evitare che Tajani si blindi nel partito e la famiglia possa tenersi le mani libere prima del voto. I congressi regionali, invece, si faranno ma solo dove unitari e saranno diluiti nel tempo. Ne parleranno lunedì a pranzo il governatore del Piemonte Alberto Cirio, delegato da Tajani ad occuparsene, e Marina Berlusconi.
Nel pranzo a Cologno ci sarebbe stata tensione anche sul ruolo di Francesca Pascale (già fidanzata di Silvio), sempre più critica nei confronti di Tajani e dei suoi fedelissimi e secondo alcuni ispirata dai Berlusconi.
Il leader di FI avrebbe chiesto conto e la famiglia avrebbe risposto di non parlare con Pascale da tre anni.
francesca pascale marina berlusconi
Le tensioni dentro FI preoccupano Palazzo Chigi. Meloni vede i Berlusconi come nemici e non vuole conseguenze sulla stabilità del governo. Negli ultimi giorni infatti avrebbe chiesto a più riprese di fermare la sostituzione dei capigruppo.
Ma senza successo.
meloni tajani
INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI
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