giorgia meloni corte dei conti

TOGHE-MELONI: È LA RESA DEI CONTI IN PARLAMENTO – ARRIVA IN AULA ALLA CAMERA LA RIFORMA TARGATA FDI, CHE RIVEDE E LIMITA I POTERI DELLA CORTE DEI CONTI: PREVISTA UNA RIDUZIONE DEI CONTROLLI E DEI RISARCIMENTI PER IL DANNO ERARIALE COMPIUTO DAGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI E UN NUOVO SUPER-PROCURATORE CHE PUÒ AVOCARE A SÉ LE INCHIESTE – I GIUDICI CONTABILI PROTESTANO: “CI SARANNO GRAVI RICADUTE SUI CITTADINI CHE HANNO IL DIRITTO DI AVERE UN GIUDICE GARANTE DEL CORRETTO UTILIZZO DEI LORO SOLDI...”

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Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

https://www.repubblica.it/politica/2025/04/03/news/riforma_corte_conti_magistrati-424102791/

 

giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

Addio controlli stringenti e richieste di risarcimento integrale del danno erariale, per spreco di denaro pubblico e gli amministratori infedeli. Basta fastidiose procure regionali. Allargato invece oltre misura ma in tempi ristretti, e quindi quasi vanificato, il controllo preventivo sugli atti, grazie anche alla tagliola del silenzio-assenso. E benvenuto a un super-procuratore che può avocare a sé le inchieste.

 

È un’altra riforma blindata alla voce giustizia quella che suscita le vibrate proteste dell’Associazione magistrati della Corte dei conti (Amcc) e delle opposizioni. Si tratta della proposta di legge sulla «modernizzazione » della funzione dei giudici contabili, che la maggioranza si appresta a discutere e ad approvare in aula, a partire da lunedì prossimo.

 

CORTE DEI CONTI

La proposta, firmata Foti, è sulla rampa di lancio dopo il via libera, l’altra notte, ancora a tappe forzate — com’è stato per la separazione delle carriere in prima lettura, com’è avvenuto per il ddl intercettazioni passato in via definitiva — nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio. […]

 

«Un via libera allo sperpero del denaro pubblico, che potrà essere utilizzato in modo superficiale e spregiudicato e potrà più facilmente finire nelle tasche di amici e parenti», attacca invece Carla Giuliano, M5S. [...]

 

Un progetto che apre un altro solco con le toghe contabili. Sotto accusa vari aspetti della riforma: la prevalenza data alle funzioni solo di controllo, e consultive, sicché ogni parere vistato diventa scudo per tutti gli altri collegati. La riduzione drastica del risarcimento: al massimo, gli amministratori infedeli restituiranno il 30 per cento del danno accertato. In più, sono indebolite «se non cancellate » le Procure regionali: non più rette da un presidente.

 

Paola Briguori

«Caos organizzativo, impoverimento e svuotamento delle funzioni: siamo di fronte a una riforma voluta a tutti i costi, con gravi ricadute sui cittadini che hanno il diritto di avere un giudice garante del corretto utilizzo dei loro soldi», denuncia l’Amcc.

 

La presidente dell’associazione, Paola Briguori, spiega a Repubblica: «L’attuale sistema di responsabilità e controlli ne uscirà scardinato. In particolare, la riforma punta a dare un ruolo fondamentale al controllo preventivo di legittimità. In sintesi: la registrazione di un atto “scusa” tutte le condotte che scaturiscono da quell’atto e da altri ad esso collegati. Creando un ampio ventaglio di condotte giustificate».

 

Pesa poi l’indebolimento del cosiddetto “controllo concomitante”, ad opera del collegio istituito nel 2022 (apprezzato per la capacità di valutare le performance su indicatori di efficacia). «L’idea di un controllo sui risultati rimesso solo all’iniziativa di governo, parlamento e degli amministratori stessi, cioè del soggetto controllato, è totalmente irrealistica», spiega proprio Massimiliano Minerva, presidente del collegio del controllo concomitante.

 

[...]

 

VIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I MAGISTRATI

Solidarietà anche dall’Anm. E dalle correnti. «Succede ormai dappertutto: chi vince le elezioni ritiene di dovere governare senza limiti e controlli — interviene Giovanni Zaccaro, segretario di Area — Ma chi ha la maggioranza dei voti ha il diritto di decidere anche per gli altri, ma anche il dovere di rispettare il sistema di pesi e contrappesi sui cui si fondano le democrazie liberali».

giorgia meloni e cesare parodi - incontro tra anm e governo a palazzo chigi