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Stefano Montefiori per Corriere della Sera
FUNERALI TIGNOUS - CHARLIE HEBDO
Lunedì mattina a Bobigny, nella periferia parigina, lezione di Diritto e Economia al centro di formazione professionale (1.500 allievi dai 16 ai 21 anni). È il 12 gennaio, l’indomani della grande manifestazione «Je suis Charlie», e una professoressa quarantenne decide di aprire gli occhi ai suoi ragazzi: «l’attacco a Charlie Hebdo è una manovra dello Stato per sopprimere la religione musulmana»; «non si vedono i corpi dei giornalisti»; «non vi sembra strano che qualcuno di loro fosse assente alla riunione di redazione?».
i fratelli kouachi fuggono indisturbati dopo la strage a charlie hebdo 3
Un ragazzo, stupefatto, registra l’insegnante di nascosto. Torna a casa, fa sentire la registrazione alla madre, che trascrive le frasi più deliranti e le invia al preside allegando il file audio. La professoressa giovedì è stata sospesa, rivela Le Monde .
Le teorie di complotto stanno imperversando in queste ore, come dopo l’11 settembre 2001, e molti segnali allarmanti giungono dalle scuole di periferia, dove ci sono allievi che inneggiano ai terroristi o evocano una montatura (a Bobigny, come si è visto, è stata addirittura un’insegnante a farlo). Come dopo l’11 settembre 2001, ecco in primo piano il 57enne francese Thierry Meyssan, noto per essere l’autore del bestseller mondiale «L’incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul Pentagono».
Amico e compagno di strada dell’ex comico antisemita Dieudonné e del suo ideologo nazional-socialista Alain Soral, in questi anni Meyssan ha sostenuto tra l’altro che il massacro dei bambini a Beslan fosse opera della Cia (2004), prima di diventare un sostenitore del dittatore siriano Bashar Assad. Poteva forse Meyssan lasciarsi scappare l’occasione di denunciare una cospirazione a proposito di Charlie Hebdo ?
Poche ore dopo il massacro la versione ufficiale non era ancora pronta, ma quella alternativa sì: Meyssan ha pubblicato sul sito Réseau Voltaire un lungo articolo nel quale punta a dimostrare che il terrorismo islamico non c’entra nulla.
Con logica stringente che potrebbe convincere anche delle virtù aerodinamiche degli asini, Meyssan ricorda che i fratelli Kouachi non erano vestiti come jihadisti ma come commando militari: quindi erano sicuramente al servizio di chi predica lo scontro di civiltà, ossia «Stati Uniti e Israele», per provocare una guerra civile.
«I mandanti non hanno cercato di soddisfare jihadisti o talebani, ma i neoconservatori o i falchi liberali». Il guaio, come sempre, non è tanto Meyssan quanto il seguito di cui riesce a godere.
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