FLASH! - MADONNA CHE SILENZIO SULL'AUDIZIONE-BOMBA DEL PROCURATORE MARCELLO VIOLA ALLA COMMISSIONE…
COME DAGO-DIXIT, LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA, E NON C’È IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO: LA MAGGIORANZA HA TROVATO L’INTESA SUL PROPORZIONALE CON PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE CHE SUPERA IL 40% - RESTA IN BALLO LA QUESTIONE PREFERENZE: FRATELLI D’ITALIA INSISTE SUL RIPRISTINO, MA LEGA E FORZA ITALIA SONO CONTRARI – PEGGIO DELLE RIFORME ELETTORALI RAFFAZZONATE, CI SONO I NOMI: QUESTA GIÀ L’HANNO RIBATTEZZATA “STABILICUM” (ARIDATECE IL “PORCELLUM”)
DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO' NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…
giovanbattista fazzolari e giorgia meloni
LA MAGGIORANZA TROVA L'INTESA NELLA NOTTE SULLA LEGGE ELETTORALE
(ANSA) - E' stata raggiunta nella notte, secondo quanto si apprende, l'intesa nella maggioranza sulla nuova legge elettorale con l'obiettivo di garantire "la stabilità". Il testo, che già qualcuno ha iniziato a ribattezzare 'stabilicum', è ora oggetto delle ultime limature tecniche e di un ultimo passaggio coi leader, e sarà depositato nelle prossime ore, forse già oggi.
L'impianto generale è quello noto: superamento dei collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%, ballottaggio tra il 35% e il 40%, nome del candidato premier sul programma (e non sulla scheda). Non ci saranno invece le preferenze.
LEGGE ELETTORALE ALLO SPRINT FINALE "PROPORZIONALE E SOGLIA DEL 3%"
Estratto dell’articolo di Gabriella Cerami per “la Repubblica”
[…] Al terzo piano di via della Scrofa, Giovanni Donzelli per FdI, Alessandro Battilocchio e Stefano Benigni per Forza Italia, e il ministro Roberto Calderoli e Andrea Paganella per la Lega hanno discusso di legge elettorale e di come ridisegnare i collegi plurinominali. L'obiettivo è chiudere il testo e depositarlo alla Camera a strettissimo giro.
Dalla ridefinizione territoriale possono passare interessi politici di non poco conto.
Che tradotto significa capire dove è più forte l'avversario e contrastarlo allargando il collegio, affinché i voti del centrodestra riescano in qualche modo a bilanciare quelli del centrosinistra.
Ma questo vale anche all'interno della stessa coalizione. Il come farlo e se farlo è il grande nodo da sciogliere […]. FdI vorrebbe allargarli, Forza Italia lasciarli come sono. Di certo nel testo di riforma, che i meloniani vorrebbero depositare già questa settimana, verrà affidata la delega al governo, ma bisogna essere certi di volerlo fare.
antonio tajani matteo salvini meme by edoardo baraldi
Fatto l'impianto ormai condiviso di un proporzionale con premio di maggioranza che scatta sopra il 40%, l'altra questione da discutere riguarda le preferenze.
FdI ha continuato a insistere sul loro ripristino, che per la premier è una questione di principio. Ma, di fronte alle resistenza di Forza Italia e Lega, il partito della premier potrebbe arrendersi. L'ultima parole spetta comunque a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.
I meloniani per adesso hanno ottenuto il ballottaggio previsto nel caso che nessuno raggiunga la soglia del 40%. A Lega e a FI l'opzione non piaceva affatto.
E poi ancora, una volta stabilito come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza — ossia attraverso dei listini che assegnano 70 deputati e 35 senatori a chi vince — si è ragionato su come suddividerlo tra gli alleati, probabilmente in maniera proporzionale. La soglia di sbarramento per i partiti non alleati dovrebbe restare, nonostante il nuovo partito di Roberto Vannacci, al 3%.
Anche se il ministro Luca Ciriani di Fratelli d'Italia non ha escluso un 4%. «Prima di parlare con le opposizioni dobbiamo metterci d'accordo tra di noi», diceva nel pomeriggio uno dei presenti al tavolo. I partiti di minoranza possono dunque attendere.
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