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LA PAR CONDICIO SUL REFERENDUM? UNA COLOSSALE PRESA PER IL CULO – IL COMITATO PER IL “NO” HA SEGNALATO ALL'AGCOM CHE MEDIASET MANDA IN ONDA IN PIENA NOTTE SERVIZI DEDICATI ALLE RAGIONI DI CHI SI OPPONE ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, QUANDO GLI SPETTATORI SONO PRATICAMENTE ASSENTI. UN MODO PER “RIEQUILIBRARE” FORMALMENTE LO SPAZIO CONCESSO INVECE AL “SÌ” NEGLI ORARI DI PUNTA DELLA PROGRAMMAZIONE – IL PROBLEMA È CHE L’AGCOM NON DISTINGUE TRA I VARI ORARI IN CUI VANNO IN ONDA GLI SPAZI REFERENDARI. COSÌ SI AGGIRANO LE VIOLAZIONI DELLA NORMA SULLA PAR CONDICIO PER FAVORIRE L’ARMATA BRANCAMELONI…

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Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

agcom

La par condicio, ma di notte. È la denuncia che arriva dal comitato per il no al referendum sulla giustizia, che in queste ore ha segnalato all'Agcom una serie di episodi. Tra domenica e lunedì nei palinsesti Mediaset compaiono infatti una serie di servizi dedicati alle ragioni del no.

 

Il punto sono gli orari. Alle 1.45 su Canale 5 va in onda un servizio di due minuti e cinquanta con le ragioni del no, con un sonoro di novanta secondi del presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Poco dopo, alle due, Studio Aperto trasmette un servizio di circa tre minuti con dichiarazioni di Avs, M5s, Pd e dei comitati per il no. Lo stesso servizio viene replicato dal Tg4 alle 2.40 e poi alle 6.10 del mattino. Più tardi viene rilanciato anche da Tgcom.

 

[...]

 

GIORGIA MELONI QUARTA REPUBBLICA

Una programmazione che formalmente serve a riequilibrare i tempi di parola tra il fronte del sì e quello del no, ma che nella sostanza alimenta il sospetto che il riequilibrio avvenga quando gli spettatori sono praticamente assenti.

 

«La questione – spiegano dal Comitato – riguarda anche il modo in cui l'Agcom misura questi spazi». Nei monitoraggi ordinari l'Autorità distingue tra "edizioni principali" dei telegiornali e totale delle edizioni. Nel monitoraggio sul referendum, invece, questa distinzione non compare.

 

MANIFESTI ELETTORALI - REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

Così un intervento di venti secondi trasmesso alle tre del mattino viene conteggiato allo stesso modo di uno nell'edizione delle venti, «nonostante la stessa delibera dell'Agcom – la 37 del 2026 – richiami gli indici di ascolto come parametro di valutazione».

 

Da qui la decisione di inviare un esposto all'Autorità in cui si parla di «gravi violazioni» nella gestione dei tempi, anche attraverso l'uso dei tg notturni. Ma non solo. Nel mirino finiscono soprattutto i talk della fascia serale: Fuori dal coro e Quarta Repubblica su Rete4, Far West su Rai3, Due di Picche su Rai2 e Omnibus del fine settimana su La7.

 

Secondo il Comitato, in questi programmi «conduttori e ospiti avrebbero disatteso vistosamente le regole di imparzialità previste dalla legge 28 del 2000». [...]

 

ANNALISA CHIRICO

La polemica tocca anche il servizio pubblico. I parlamentari del Pd nella commissione di Vigilanza Rai accusano alcune trasmissioni di costruire una «narrazione anti-magistratura», mentre nelle stesse ore scoppia il caso della giornalista Annalisa Chirico, conduttrice del programma Ping Pong su Radio1. Secondo i dem avrebbe espresso apertamente la propria posizione a favore del sì al referendum.

 

Fratelli d'Italia replica parlando di «polemica strumentale». Ma contro Chirico si schiera anche il cdr del Giornale Radio: «A lei – dicono – è concesso dire in onda che voterà sì al referendum, andare ospite in programmi d'informazione a difendere il fronte del sì.

È concesso essere una militante più che una giornalista».

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