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Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
IL GIUDICE ESPOSITO A TAVOLA CON AMEDEO FRANCO PRIMA DELLA SENTENZA SU BERLUSCONI
Fu «inopportuna», ma al contempo «adempimento di un dovere» in «stato di necessità», l’intervista che Antonio Esposito, presidente del collegio giudicante Silvio Berlusconi in Cassazione nel processo Mediaset, rese dopo la condanna per frode fiscale ma prima delle motivazioni a un amico giornalista de Il Mattino: per questo la sezione disciplinare del Csm (Legnini, San Giorgio, Pontecorvo, relatore Clivio, Palamara) il 15 dicembre lo ha assolto dall’incolpazione mossagli dal pg Ignazio Patrone.
«Braccato da una stampa ostile» in «un crescendo di gravi ingiurie ed insinuazioni», l’intervento di Esposito «volto a ristabilire la verità dei fatti corrispondeva non solo ad un interesse del singolo, ma anche della magistratura, nei termini delle Sezioni Unite della Cassazione laddove ravvisano in caso analogo non solo la causa di giustificazione dello stato di necessità, ma anche quella dell’adempimento di un dovere».
VIGNETTA VINCINO DAL FOGLIO - GIUDICE ESPOSITO
Per il Csm la descrizione dei giornali di Berlusconi — che avevano prima «dipinto come frutto di intrigo e frode la fissazione dell’udienza, e poi ricondotto» la condanna «all’opera di un giudice prevenuto, incline a straparlare sotto l’effetto di bevande alcoliche, in un ufficio nel quale regnava il malaffare» — era «idonea a compromettere presso l’opinione pubblica non solo l’onore professionale di Esposito, ma anche l’imparzialità e indipendenza della magistratura»: tanto più che «attendere una risposta del Csm dai tempi e dagli esiti del tutto incerti» era «inesigibile a fronte della velocità e pervasività» della campagna di «dileggio».
Il Csm rimarca che Esposito non fece rivelazioni di segreti di camera di consiglio né anticipazioni rispetto a quanto c’era già nel dispositivo. L’intervista resta però «inopportuna», perché Esposito avrebbe dovuto immaginare che le frasi «effettivamente rese potessero essere — a detta del Csm — stravolte e strumentalizzate da un giornalista interessato ad enfatizzare dichiarazioni assolutamente scontate per montare un caso» .
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