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DAGONEWS
Per l'Economist "Matteo Renzi è un giocatore d'azzardo che va di fretta", ma oggi ha fatto di buon grado lo scolaretto al suo primo Consiglio d'Europa e ha promesso che l'Italia si presenterà alla guida del semestre europeo con "imponenti riforme fatte".
Il Rottam'attore ha innanzitutto fatto il pompiere, dopo i contrasti di ieri con il presidente Jose Barroso sul deficit, e ha ribadito che "con l'Ue non ci sono né conflitti né sudditanza". Ma le preoccupazioni adesso sono sul fronte interno, dove la paura che i progetti di Lurch Cottarelli sulla spending review gli scatenino milioni di proteste fa novanta. E allora ecco l'assicurazione personale del premier, via Twitter ma in qualche modo formale: "Il lavoro di Cottarelli è un buon punto di partenza, ma sulle pensioni non sono d'accordo".
Alla voce "'O famo strano", invece, la proposta di Renzie di organizzare il prossimo consiglio Ue sull'occupazione (che non c'è più) a Torino perché l'ex città della Fiat "ha un rapporto tra occupazione e innovazione che è per molti aspetti una metafora per il Paese". Sì, come sanno i cassintegrati di Mirafiori e non solo, proprio una bella metafora. La metafora di un Paese che pensa di sostituire le fabbriche con le robiole di Eataly, salvo poi trovarsi i Forconi in piazza senza che nessuno se l'aspettasse.
E a proposito di gente che rischia di perdere il lavoro, il compagno ferroviere capo Moretti Mauro, 36 anni alle Ferrovie tra Cgil e cda, minaccia di andarsene se passerà la spending review sugli stipendi pubblici. Lui guadagna solo 850 mila euro l'anno, ma non digerisce che il suo omologo tedesco "guadagni oltre il triplo". Renzie per ora non si fa impressionare, e in attesa che il mercato privato si contenda i prossimi servigi del Moretti in un'asta milionaria, risponde serafico: "Quando vedrà la ratio del provvedimento capirà ".
Il resto della politica di partito, oggi, è ancora concentrato sui "brand" di successo da mettere sulle schede elettorali per le Europee di fine maggio. Forza Italia sfoglia la margherita dei Berlusconi disponibili sul mercato, ma comunque è deciso che il cognome magico sarò speso anche senza esponenti della Real Casa direttamente candidati.
E nel suo processo finale di berlusconizzazione, il pd si interroga sull'eventualità di rispondere con il nome "Renzi" sulle schede, anche se Matteuccio non si candiderà . Ma per ora è il premier stesso a smentire l'idea.
Molta paura, e molto trasversale, per i possibili sviluppi dell'inchiesta milanese sui primi appalti di Expo2015. Il gip spiega che di quei 224 milioni di appalti che sarebbero stati truccati "i vertici della Regione sapevano".
RENZI E MERKEL A BERLINO
CAMERON, MERKEL, RENZI
RENZI E BARROSO
RENZI-HOLLANDE
MARINA E BERLUSCONI
barbara
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