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DAI DAZI AL RITIRO DEI SOLDATI FINO ALLE ARMI: TRUMP VA ALL'ATTACCO FRONTALE DELL’EUROPA! A SCATENARE LA FURIA DEL GANGSTER DELLA CASA BIANCA LA MANCANZA DI AIUTO IN IRAN (NEL MIRINO DI "THE DONALD" SONO FINITI IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, MA ANCHE L'ITALIA DELLA EX AMICA GIORGIA MELONI ORMAI MESSA SULLO STESSO PIANO DEL SINISTRATO PREMIER SPAGNOLO SANCHEZ) - LE TARIFFE SULLE AUTO EUROPEE AL 25% SCATENANO LA REAZIONE DI BRUXELLES CHE POTREBBE REAGIRE CON CONTROMISURE, APRENDO UNA NUOVA FASE DI GUERRA COMMERCIALE. UN'ESCALATION RISCHIEREBBE DI COINVOLGERE ANCHE ACCIAIO, ALLUMINIO, AGROALIMENTARE, TECNOLOGIA E BENI INDUSTRIALI – A COMPLICARE LO SCENARIO L’ANNUNCIO DI TRUMP DEL RITIRO DI 5.000 MILITARI DALLA GERMANIA NEI PROSSIMI 6-12 MESI E I RITARDI NELLE CONSEGNE DI ARMI E MUNIZIONI AGLI ALLEATI EUROPEI E ALL'UCRAINA...
Emma Bonotti per repubblica.it - Estratti
donald trump e ursula von der leyen
Nuova punizione di Donald Trump all’Europa. “Sono lieto di annunciare che, in considerazione del fatto che l'Unione europea non sta rispettando l’accordo commerciale da noi pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi applicati all’Ue per le auto e i camion che entrano negli Stati Uniti”.
Parole lapidarie che il presidente Usa affida al social Truth. “Il dazio sarà aumentato al 25%”. Una mossa che potrebbe sconvolgere l’economia mondiale, già alle prese con le conseguenze della guerra nel Golfo Persico.
Rapida la reazione delle istituzioni Ue. Il presidente della Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, Bernd Lange, definisce i nuovi dazi “inaccettabili”, una dimostrazione che gli Stati Uniti sono un partner “inaffidabile”. “Il Parlamento europeo continua a rispettare l'accordo siglato in Scozia, lavorando per finalizzare la legislazione. Mentre l'Ue mantiene gli impegni, la controparte statunitense continua a non rispettarli”, puntualizza il socialista tedesco in un post su X. Schiena dritta e polso fermo: “l’Ue – chiarisce – deve ora mantenere chiarezza e fermezza”.
Dopo poche ore arriva anche la risposta della Commissione. “Qualora gli Stati Uniti adottassero misure incompatibili con la Dichiarazione congiunta, manterremo aperte tutte le opzioni per tutelare gli interessi dell'Ue”, fa sapere un portavoce. “L'Unione europea sta attuando gli impegni assunti nella Dichiarazione congiunta in conformità con la prassi legislativa standard, tenendo costantemente informata l'amministrazione statunitense”, prosegue. “Manteniamo uno stretto contatto con le nostre controparti, anche per ottenere chiarimenti sugli impegni assunti dagli Stati Uniti. Restiamo pienamente impegnati a favore di una relazione transatlantica prevedibile e reciprocamente vantaggiosa”.
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Le conseguenze potenziali sono pesanti. Una misura al 25% renderebbe più costose per i consumatori statunitensi le auto prodotte in Europa: le aziende potrebbero scegliere se assorbire una parte del costo, riducendo i margini, o scaricarlo sulla popolazione con aumenti di prezzo. In entrambi i casi, il colpo arriverebbe su un settore già sotto pressione per una transizione elettrica che arranca, concorrenza cinese e costi industriali elevati.
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Per l'Ue il rischio è industriale e politico. I dati Acea mostrano che nel 2025 l'export automobilistico europeo ha già subito forti pressioni con un calo del 6,2% e quello verso gli Stati Uniti del 21,4%, effetto diretto dei dazi introdotti l'anno precedente.
Sul piano commerciale, Bruxelles potrebbe reagire con contromisure, aprendo una nuova fase di guerra tariffaria transatlantica. Un'escalation rischierebbe di allargarsi oltre l'auto, coinvolgendo acciaio, alluminio, agroalimentare, tecnologia e beni industriali. Proprio lo scenario che l'accordo del 2025 avrebbe dovuto evitare.
URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK
MELONI TRUMP MACRON MERZ STARMER
DONALD TRUMP SCARICA GIORGIA MELONI - MEME
pedro sanchez donald trump
friedrich merz donald trump
donald trump e friedrich merz alla casa bianca foto lapresse 3
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