daniela santanche

SONO UNA DONNA, SONO LA “SANTA” - MATTIOLI: “SANTANCHÈ È UNA MARCHESA DEL GRILLO FINITA IN UN CINEPANETTONE, L'UPGRADE MINISTERIALE COME CULMINE DI UNA VITA SMERALDA” - CECCARELLI: “SE LA REGINA GIORGIA PENSA DI IMMOLARLA PER PROPIZIARSI I FAVORI DELLA DEA STABILITÀ, È LECITO PENSARE: TROPPO FACILE. COME SI DICE IN QUESTI CASI, DOVEVA PENSARCI PRIMA DI FARLA MINISTRA. INGOMBRANTE SANTANCHÈ ERA PRIMA, PER MELONI, E INGOMBRANTE SARÀ ANCHE DOPO LE DIMISSIONI, CON IL PESO AGGIUNTIVO DELL'IRA E DEL RISENTIMENTO DI LA RUSSA, DI COLPO IGNORATO NEL RUOLO DI PADRE NOBILE E ORMAI INUTILIZZABILE COME LORD PROTETTORE. LA PITONESSA LA VIVRÀ COME UN TRADIMENTO PERSONALE. IL CARATTERE DI FUOCO NON PREVEDE NÉ SOTTOMISSIONE NÉ VITTIMISMO…"

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daniela santanche

IL TRAMONTO DELLA PITONESSA

Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per “la Stampa”

 

«Obbedisco». Come Garibaldi, che però si limitò a una parola, forse perché si trattava di un telegramma.

 

Lei invece per arrivarci ha scritto una lunga missiva, stilisticamente un po' sgangherata. Però il succo è tutto in quel verbo: non me ne vado perché penso di doverlo fare, ma perché lo pensi tu, Giorgia, trattata più da amica, o forse ex, e da leader di partito che da presidente del Consiglio.

 

Lei non capisce ma obbedisce, da brava soldatina.

 

E dire che Daniela Santanchè non ha fatto il militare a Cuneo. Si è limitata a nascerci, nel '61, come Daniela Garnero (Santanchè è il primo marito) dando inizio a una delle biografie più movimentate della storia politica italiana recente.

 

fedez dimitri kunz daniela santanche foto di chi

Laurea in Scienze politiche, poi imprenditrice nelle pubbliche relazioni con un'agenzia egoriferita già dal nome: Dani Comunicazione.

 

Il business ondeggia poi fra editoria, pubblicità, aziende di prodotti biologici e perfino di mobili da giardino, oltre naturalmente alle partecipazioni nei locali di uno dei due grandi amici, Flavio Briatore (l'altro è Ignazio La Russa), il Twiga e il Billionaire, nomi che dicono già tutto.

 

Le vicende imprenditoriali sono alterne, e la magistratura non ha perso occasione di ficcarci il naso: condanne per il momento non ce ne sono, di inchieste aperte o arrivate fino al rinvio a giudizio fin troppe, specie per un ministro in carica.

 

Ma la vera passione è la politica.

 

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI DANIELA SANTANCHE

Se non abbiamo perso qualche passaggio, i partiti frequentati sono in tutto sei, An, La Destra di Storace per la quale fu anche candidata premier nel 2008 (risultato non esaltante: 2,4%), il mitico MpI, alias Movimento per l'Italia ideato dalla stessa Santanchè insieme a Denis Verdini, il Popolo delle Libertà, Forza Italia e adesso FdI.

 

daniela santanche dito medio

Più l'autofondato, fuggevole movimento "Noi Repubblicani – Popolo Sovrano" di cui si sono purtroppo perse le tracce.

 

Arriva anche il governo: sottosegretaria all'attuazione del programma nel Berlusconi III, ministra del Turismo del Meloni I.

 

Qui, naturalmente, il capolavoro è la famigerata campagna "Open to meraviglia", con una Venere del Botticelli spedita a farsi un selfie in piazza San Marco, "Venice, Veneto" oppure, incongruamente, a mangiare una pizza sul lago di Como.

 

Ma intanto Santanchè aveva fatto il vero passaggio decisivo: da personalità a personaggio. Sopra le righe, ostentato, esagerato in parole, opere e soprattutto outfit.

 

DANIELA SANTANCHE DENIS VERDINI

E allora ecco la ministra immortalata in ogni possibile variazione animalier, zebrata, pitonata, leopardata, con cappelli da cowboy e stivaloni pelosi, chincaglieria sberluccicante e tintinnante, in combinazioni che in un salotto armaniano milanese sarebbero stroncate subito e in uno torinese nemmeno commentate in quanto troppo sconvenienti.

 

Il massimo, o il minimo, lo raggiunse alla prima della Scala del '25, presentandosi vestita da albero di Natale, camicia bianca, gonna, cravattino e bolero di pelliccia verdi, mancavano solo le luci intermittenti.

 

E qui, chapeau: il gusto è una dote innata, quello cattivo ancora di più, ma per portarlo a queste vette ci vuole talento.

 

olimpiadi daniela santanche a el camineto a cortina

Forza con i soprannomi, allora, "la Santa" (ovvio, ma sarcastico), "la Pitonessa", "Santadeché" (copyright di Dago).

 

Intanto la ministra rispondeva ai contestatori mostrando vezzosa il dito medio della mano e si faceva fotografare in locali e pose "supercafonal" (sempre Dago) con l'attuale compagno Dimitri Kunz, autoproclamatosi nel frattempo Absburgo-Lorena.

 

Una marchesa del Grillo finita in un cinepanettone, l'upgrade ministeriale come culmine di una vita smeralda. Come Leone X Medici dopo il conclave: «Dio ci ha dato il pontificato, godiamocelo!».

alessandro sallusti daniela santanche

 

Macché understatement, less is more, low profile, insomma misura e discrezione, per dirla in italiano.

 

Una riccanza orgogliosa, esibita, rivendicata.

 

Perfino in Parlamento, rispondendo a una delle innumerevoli mozioni di sfiducia, perché il personaggio è di quelli che si adora detestare.

 

Successe nel febbraio '25, lei arrivò a Montecitorio in tailleur fragola e borsa griffatissima (e qui bisognerebbe forse rinvangare le accuse di Francesca Pascale ex Berlusconi, che tacciò la Santadechè di averle regalato due Hermès taroccate, accusa ben più infamante della truffa ai danni dell'Inps o delle bancarotte più o meno fraudolente, ma non divaghiamo).

 

Bene: quel giorno la Dani, fissando i banchi della sinistra, scandì: «Io sono il vostro male assoluto, sono una donna libera, porto i tacchi da 12 centimetri, ci tengo al mio fisico, amo vestirmi bene. Rappresento plasticamente tutto ciò che voi detestate». […] Insomma, non dico che dispiacerà non vedere più, dall’oggi al domani, i pitonati della Pitonessa. Ma un po’, sì.

daniela santanche ignazio la russa da salt bae 3

 

IL SACRIFICIO DELLA PITONESSA DALLE BORSE AL DITO MEDIO UNA VISIBILITÀ SOPRA LE RIGHE

Estratto dell’articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

Se davvero è questo il tempo selvaggio del ferro e del fuoco, della regressione civile e del tribalismo di giornata, non è poi così azzardato pensare che nel governo Meloni è giunto il momento dei sacrifici umani e che sull'altare è stata trascinata la Pitonessa.

 

Del resto anche il nomignolo, rivendicato con entusiasmo dalla titolare Santanchè, ha una sua risonanza fra l'arcaico e il mitologico, per quanto non sia ancora chiaro se derivante dalla figura oracolare della Pizia, che al santuario di Delfi era pure detta la Pitonessa, o da una assai greve barzelletta, pare diffusa dal primo marito del soggetto in questione, su un coniglietto al bordello — tra i due dilemmatici estremi dovendosi giostrare il giornalismo politico nel XXI secolo.

 

daniela santanche meme by edoardo baraldi

Spesso e volentieri l'ha messo a dura prova in questi ultimi vent'anni la ministra dimissionaria del Turismo […].

 

Il cursus honorum santanchesco è ricco e vario, in ordine sparso contempla l'esordio con Briatore, la chirurgia plastica, il dito medio, il tacco 12, i cappelloni da cow boy, i doposci pelosissimi, il centrotavola elaboratissimo, la fondazione del partitello "La Destra", con enormi murales di se medesima sui palazzi, e di un giornale graziosamente intitolato "Io spio"; quindi burka strappati in piazza, tele-invasioni nei campi rom, la zuffa in aula quando Wojtyla venne a Montecitorio con Ale Mussolini che le tirò la trecciona ritrovandosela in mano, insomma, che si vuole di più?

 

daniela santanche - meme by 50 sfumature di cattiveria

Se si vuole, e certo ne vale la pena, è possibile ricordare che paragonò l'igienista dentale Minetti a Nilde Iotti e rivelò che Veronica Lario aveva l'amico; così come ha proposto la castrazione chimica e la riapertura delle case chiuse, mentre Paolo Cirino Pomicino, ex buon amico, ha rammentato che a suo tempo ingaggiò un professore per darle lezioni di storia patria mentre lei si faceva la pedicure, ma qui siamo già nella leggenda del tipo iperbolico, dal che è irresistibile riportare la vociferazione secondo cui sul suo yacht, con la complicità dell'amato figliolo, avrebbe montato una specie di enorme fionda, o catapulta che fosse, per tirare gavettoni di acqua fredda sulle barche degli amici ricconi.

 

CIRCO MELONI - LA RUSSA E SANTANCHE - VIGNETTA BY MANNELLI PER IL FATTO QUOTIDIANO

Come tutti i sacrifici umani, anche questo di Danielona è crudele, ingiusto e inutile. Se la regina Giorgia pensa di immolarla per propiziarsi i favori della Dea Stabilità, o peggio di placarne l'ira post-referendum, anche qui è lecito pensare: troppo facile.

 

Come si dice in questi casi, doveva pensarci prima di farla ministra, quando già era chiaro che avrebbe portato guai al partito e alla compagine; e poi di difenderla, fin dall'estate del 2023, ben oltre l'indifendibile.

 

E siccome per nulla che è perso, nulla è mai perso, torna utile utile qui e proprio oggi ricordare come in quella calda stagione già s'intrecciarono le vicende di Delmastro e di Santanchè, più il caso di Apache La Russa, ma a Palazzo Chigi non trovarono di meglio che inaugurare, con nota ufficiosa, la teoria secondo cui la magistratura, i poteri costituiti e "i soliti noti" si erano messi in testa di fare l'opposizione a Giorgia, non ancora proclamata Figlia del Popolo.

 

daniela santanché

Ci si risparmiano digressioni sul rapporto fra l'Antico Testamento, i Maya, gli Aztechi, Ifigenia e l'assassinio rituale ed espiatorio.

 

Ingombrante Santanchè era prima, per Meloni, e ingombrante sarà anche dopo le dimissioni, con il peso aggiuntivo dell'ira e del risentimento di La Russa, di colpo ignorato nel ruolo di padre nobile e ormai inutilizzabile come lord protettore.

 

È anche vero che nelle ore liete cantò a Radio Atreju "Non sono una santa", ma molto, se non tutto, lascia pensare che la Pitonessa la vivrà come un tradimento personale.

 

Lei che in tal modo si rivolse ai comuni nemici: «Io sono l'emblema di tutto ciò che detestate, io sono il vostro male assoluto!».

 

[…] nel caso di Santanchè, il carattere di fuoco non prevede né atti di sottomissione né una particolare attitudine al vittimismo.

 

daniela santanche dimitri kunz

Facile al "chi se ne frega", in un momento particolarmente critico la Pitonessa ne pronunciò uno che sembrò diretto alla figura della regina.

 

[…]

Ma poi è pur vero che dentro al potere si sta tutti sempre appesi a un filo.

 

Chi sta in alto taglia quello che le conviene; se non lo fa, peggio per lei. In genere serve solo a prolungare quello che comunque è già destinato a finire.

daniela santanche in versione barbie 2DANIELA SANTANCHE DISEGNATA DA FILIPPO SENSI FINAL DESTINASCION - MEME SU DANIELA SANTANCHE BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAdaniela santanche in versione barbie 1ANDREA ABODI BACIA LA MANO DI DANIELA SANTANCHEmatteo salvini daniela santanche MEME SU DANIELA SANTANCHE daniela santanchésallusti santanchè 1DANIELA SANTANCHE METTE SU INSTAGRAM COMPLEANNO FIGLIO CON MAZZARO E SALLUSTISALLUSTI SANTANCHE' GRUBERDANIELA SANTANCHE E IGNAZIO LA RUSSA

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