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LA "DUCETTA" SMEMORATA - NON SOLO DI MAIO, NEL 2018 ANCHE LA MELONI CHIESE LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DI MATTARELLA PER ALTO TRADIMENTO DOPO IL VETO ALLA NOMINA DI SAVONA A MINISTRO DELL’ECONOMIA – CAPPELLINI (''REPUBBLICA''): "MEGLIO RICORDARE ALLA MELONI CHE LE SCUSE AL CAPO DELLO STATO NON SONO MAI ARRIVATE, SE NE DEVE ESSERE DIMENTICATA. DEL RESTO, NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA CHE LA LEADER DI FDI INCIAMPA QUANDO SI PARLA DI MEMORIA"
Stefano Cappellini per “la Repubblica”
«Si dice che il presidente della Repubblica abbia messo un veto alla nomina di Paolo Savona a ministro dell'Economia. Se questa notizia fosse confermata sarebbe drammaticamente evidente che Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere, dunque nel caso in cui questo veto impedisse la formazione del nuovo governo chiederemo al Parlamento italiano la messa in stato d'accusa del presidente della Repubblica per alto tradimento a norma dell'articolo 90 della Costituzione, perché di gente che fa l'interesse delle nazioni straniere e non degli italiani ne abbiamo vista fin troppo».
Ora, uno legge queste parole pronunciate 5 anni fa e pensa: ancora con questa storia? Ma Luigi Di Maio non si è scusato più volte per la richiesta di impeachment a Mattarella? Sì, Di Maio si è scusato. È l'autrice di questa dichiarazione, Giorgia Meloni, che non l'ha mai fatto, contando su una singolare rimozione del fatto.
Chissà, se mai Mattarella si trovasse nella condizione di dover dare a Meloni l'incarico di formare il nuovo governo, magari lo farà di persona. Ma intanto meglio ricordarle che le scuse non sono mai arrivate, se ne deve essere dimenticata. Del resto, non sarebbe la prima volta che la leader di FdI inciampa quando si parla di memoria
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