DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE…
E’ TORNATO IL CAMALE-CONTE! – DOPO LA VITTORIA AL REFERENDUM, PEPPINIELLO APPULO HA CAPITO CHE BISOGNA COMPATTARE IL “CAMPO LARGO” E INIZIA A STRAMBARE LE SUE POSIZIONI PACI-FINTE SULL’UCRAINA, CONFERMANDO IL SOSTEGNO A KIEV IN CASO DI RITORNO AL GOVERNO - E PER MARCARE IL SUO PERCORSO DI AVVICINAMENTO AL PD, AGGIUNGE UN ALTRO PAIO DI TASSELLI: SULLA DIFESA COMUNE (CHE “È ASSOLUTAMENTE NECESSARIA”) E SUL SUPERAMENTO DELL'UNANIMITÀ IN EUROPA (“DIVENTATA LO STRUMENTO PER CONCRETIZZARE UN'INERZIA TOTALE”) – APPLAUDONO I RIFORMISTI DEL PD: “È POSITIVO CHE CONTE ABBIA FATTO RETROMARCIA E SCONFESSATO I SUOI CHE MINACCIAVANO LA FINE DEL SOSTEGNO ALL'UCRAINA E L'APERTURA AL GAS RUSSO”
Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”
Dopo averle evocate a urne del referendum ancora calde, ora Elly Schlein e Giuseppe Conte sembrano frenare: «Prima il programma, poi le primarie». Ma si capisce che è una finzione. La schiacciante vittoria del no alla riforma della giustizia […] ha dato ufficialmente il via alla corsa per la leadership progressista che vale la candidatura a premier. Ambita in egual misura dai due maggiori azionisti della coalizione, per nulla intenzionati a cederla l'uno all'altra, e viceversa. Al punto da spingere, in particolare il capo del M5s, a ridurre le distanze sui temi risultati fin qui più divisivi.
Bastava ascoltare l'ex premier giallorosso alla convention organizzata da Riccardo Magi a Roma per valutare il tasso di fedeltà alla Ue degli alleati. «Il campo liberal-progressista deve essere un campo europeo» a partire da «cose per noi imprescindibili» come «il sostegno all'Ucraina, anche militare», precisa in apertura il segretario di +Europa.
«Se noi saremo al governo non verrà mai meno, perché la difesa dell'Ucraina è la difesa dell'Europa», ribadisce all'indirizzo di quanti, nel Movimento, hanno invocato lo stop all'invio di armi in caso di cambio della guardia a palazzo Chigi. «Poniamo questa questione a tutti i leader del centrosinistra perché crediamo che debba essere un tratto unificante e distintivo», conclude Magi […]
Una chiamata esplicita a Conte. Che […] non si sottrae: anziché giocare a distinguersi, prova a correggere la rotta. Sorvola sui suoi no alle forniture militari, mai citati. E archivia ogni ambiguità sulle presunte simpatie per Mosca. […]
«Sul conflitto russo-ucraino abbiamo sensibilità diverse, ma ci sono dei passaggi che si devono modificare», premette l'avvocato per rivendicare un percorso di avvicinamento in realtà già avviato con «la risoluzione comune da me proposta in Parlamento», anche se poi sfumata, «in cui si riconosceva che l'aggressione russa va sanzionata. Di fronte a un allettante e conveniente prezzo del gas russo», scandisce in uno dei passaggi-chiave, «non lo dobbiamo acquistare fino a quando non ci sarà un trattato di pace».
Pace che non si può fare «senza l'Europa», puntualizza. «Lavoriamo per questa svolta negoziale, cerchiamo di difendere con le unghie e coi denti la popolazione ucraina, ma mettiamo fine al conflitto perché l'escalation militare non può durare all'infinito», insiste. E per far capire come la sua posizione sia simile a quella del Pd più di quanto si pensi, aggiunge pure un altro paio di tasselli: sulla difesa comune che «è assolutamente necessaria» e sul superamento dell'unanimità, «diventata lo strumento per concretizzare un'inerzia totale».
giuseppe conte elly schlein genova, manifestazione per le dimissioni di giovanni toti
Soddisfatti i riformisti dem: «È positivo che oggi il leader 5S abbia fatto retromarcia e sconfessato i suoi che minacciavano la fine del sostegno all'Ucraina e l'apertura al gas russo», twitta Filippo Sensi. Ma di più lo è Schlein: in fondo, se Conte ha cambiato postura, se è diventato più conciliante sulla politica estera, lo si deve anche a lei e al suo partito, rimasti granitici sulla difesa di Kiev.
[…] Prove tecniche d'intesa che non passano inosservate. «Bene la svolta di Conte sull'Europa, ora primarie», esorta il senatore renziano Enrico Borghi. Ma Ernesto Ruffini, il centrista già pronto alla sfida, avvisa: «Non devono diventare un talent show: prima serve un accordo su regole, apertura e visione di Paese».[…]
DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE…
DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI?…
DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO…
FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI…
DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN…
DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI…