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BELLA CAZZATA ’STA GUERRA IN IRAN: TRUMP SI È INIMICATO ANCHE I PAESI DEL GOLFO - GLI EMIRI SONO IMBUFALITI CON LA CASA BIANCA, CHE AVREBBE DOVUTO GARANTIRE LA LORO SICUREZZA, MENTRE SI VEDONO PIOMBARE ADDOSSO DRONI E MISSILI DA TEHERAN - BADER MOUSA AL-SAIF, PROFESSORE DELLA KUWAIT UNIVERSITY: "LE TRATTATIVE ANNUNCIATE DA TRUMP HANNO FINITO PER RISOLVERSI IN NUOVI CONFLITTI. DOVREMMO INTAVOLARE UN DIALOGO DIRETTO CON L’IRAN. SIAMO MOLTO INFASTIDITI NEI CONFRONTI DI WASHINGTON. SI TRATTA DI UN DISAGIO CHE CRESCE DA MOLTO TEMPO FRA I PAESI DEL GOLFO..."
Estratto dell'articolo di Davide Lerner per www.editorialedomani.it
Dopo quasi quattro settimane di guerra i Paesi del Golfo sono ancora stretti fra due fuochi. E ormai scettici, loro che a lungo avevano cercato di mediare e di sventare la guerra, rispetto ai presunti nuovi negoziati intavolati da Donald Trump.
Traditi dagli americani che dovevano essere garanti della loro sicurezza, e che invece li hanno di fatto messo sotto tiro. Sacrificati dall’Iran, che porta avanti la sua “strategia della terra bruciata” a costo di compromettere futuri rapporti di buon vicinato.
Bader Mousa Al-Saif, attualmente professore della Kuwait University e fellow del think-tank inglese Chatam House, in passato è stato vicecapo dello staff del primo ministro di questo ricchissimo emirato stretto fra Iran, Iraq e Arabia Saudita. Oggi non esita a citare «frustrazioni nei confronti dei partner americani e del modo in cui hanno gestito questa situazione».
GUERRA ALL IRAN - LA SFIDA NEL GOLFO
La sua regione fa da tempo affidamento all’architettura di sicurezza degli Usa. Ora quell’ombrello pare trasformarsi in una spada di Damocle.
Non esito a dire che siamo molto infastiditi nei confronti di Washington. Si tratta di un disagio che cresce da molto tempo fra i Paesi del Golfo: non ci hanno sostenuto quando gli Houthi, i miliziani yemeniti sciiti filo-iraniani, hanno attaccato i giacimenti petroliferi in Arabia Saudita nel 2019. E nemmeno quando hanno attaccato l'aeroporto di Abu Dhabi nel 2022.
Anche dopo i fatti di Doha, quando Israele lo scorso anno ha bombardato una riunione del movimento palestinese Hamas, non c’è stata una risposta robusta da parte di Washington. Ormai non ci sorprende più vedere che gli Usa danno priorità ai propri interessi. È venuto il tempo di prendere le redini della nostra politica di difesa.
Si parla di negoziati fra Usa e Iran, forse in Pakistan... questa volta non siete coinvolti?
Mi sembra la linea dei paesi del Golfo sia che ci faremo coinvolgere nei negoziati solo quando avremo l’impressione possano portare a qualcosa di concreto. Troppo spesso le trattative annunciate da Trump hanno finito per risolversi in nuovi conflitti. E penso da parte nostra dovremmo intavolare un dialogo diretto con l’Iran, che non passi necessariamente da Washington. Per difendere i nostri interessi e isolarci da una guerra di cui non vorremmo fare parte. [...]
Vi aspettavate di trovarvi in questa situazione?
PERCENTUALE DI MUSULMANI SCIITI NEI PAESI DEL GOLFO
Siamo all’erta da quando Israele e Iran hanno iniziato a scontrarsi direttamente per la prima volta nel corso del loro conflitto [ultra]quarantennale, in aprile e poi in ottobre 2024. Geograficamente ci troviamo proprio in mezzo a questi due Stati. Quindi c'è sempre stata la sensazione che, sì, potessimo ritrovarci coinvolti.
Poi nel 2025 è iniziata la guerra dei 12 giorni, e alla fine siamo stati colpiti: il Qatar è stato attaccato dall’Iran [dopo l’intervento Usa] e poi, pochi mesi dopo, anche da Israele, mentre stava aiutando nei negoziati con Hamas. Ricordo questi passaggi per sottolineare che è stato un crescendo, fino alla grave situazione attuale.
PETROLIERA COLPITA DALL IRAN NELLE ACQUE DEL GOLFO PERSICO
Per le strade di Kuwait City prevale la delusione verso gli Usa o la rabbia nei confronti dell’Iran?
Penso che la gente comune si renda conto che questa guerra è stata scatenata dagli Stati Uniti e da Israele, non siamo ingenui. Ma, al contempo, si chiede: perché l’Iran dovrebbe sfogare la sua ira su di noi, peraltro colpendo anche obiettivi civili? Voglio dire, gli attacchi contro Teheran provengono dall'aviazione statunitense, dalle portaerei Gerald Ford e dalla Lincoln;
dunque, perché non indirizzano le rappresaglie verso obiettivi di questo tipo? Noi siamo e resteremo i loro vicini, il che li espone a conseguenze nel lungo termine. Il presidente iraniano inizialmente si era scusato per averci attaccato: credo che tale spirito debba estendersi anche alla Guardia Rivoluzionaria e a tutti i livelli della leadership iraniana. [...]
golfo persico gli schieramenti
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emirati arabi uniti
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