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“IN QUESTO MOMENTO IL FINE VITA NON È IN CIMA ALLE NOSTRE PRIORITÀ” – FRATELLI D’ITALIA CHIUDE SUL DISEGNO DI LEGGE RIGUARDO LA MORTE MEDICALMENTE ASSISTITA – MA FORZA ITALIA SI SPACCA. PIU’ APERTURISTA ENRICO COSTA, CAPOGRUPPO AZZURRO A MONTECITORIO, IN LINEA CON IL NUOVO CORSO DI MARINA BERLUSCONI, MENTRE STEFANIA CRAXI, PRESIDENTE DEI SENATORI AZZURRI, CHIUDE: "BASTA PROPAGANDA" - IL PD PROVOCA I FORZISTI: "SE VOGLIONO UNA NORMA ABBIANO CORAGGIO E VOTINO CON NOI"

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Giovanna Vitale per "la Repubblica" - Estratti

 

FINE VITA

In questo momento il fine vita non è in cima alle nostre priorità». A metà pomeriggio, i vertici di FdI offrono un'anticipazione di quel che potrebbe accadere — un nulla di fatto — alla conferenza dei capigruppo convocata stamattina in Senato per fissare il calendario delle prossime sedute.

 

A fronte dello stallo che da anni tiene ostaggio il testo in commissione Giustizia, le opposizioni sono infatti decise a dare battaglia: chiederanno di portare subito in aula il disegno di legge sulla morte medicalmente assistita. Anche partendo dalla proposta della destra che ha pesantemente rimaneggiato quella presentata nella scorsa legislatura dal pd Alfredo Bazoli, approvata alla Camera, senza però concludere il suo iter naturale.

 

ENRICO COSTA

«Non servono ambiguità né rinvii: serve coraggio parlamentare», ha avvertito ieri il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, dopo aver lanciato un appello con Chiara Braga perché si giunga, entro questa legislatura, a una legge sul fine vita. Tanto più alla luce della disponibilità manifestata dal capogruppo azzurro a Montecitorio Enrico Costa. «Se davvero anche Forza Italia vuole arrivare ad una legge, voti con le opposizioni la calendarizzazione», rilancia Boccia.

 

Ma, a sentire Stefania Craxi, presidente dei senatori forzisti, questo aiuto in conferenza dei capigruppo non ci sarà. «La via maestra», secondo l'esponente della maggioranza, è «chiedere la riapertura dell'iter in commissione. Il testo Zanettin-Zullo è un buon punto di partenza. Mi permetto di fare io un appello alle opposizioni: non è materia per fare propaganda.

 

Cerchiamo insieme un testo nazionale serio e responsabile». Toni diversi rispetto a quelli più aperturisti di Costa. Come le opposizioni non mancano di rimarcare. «Mi pare che i capigruppo di FI non la pensino alla stessa maniera», segnala Boccia: «Il ddl Bazoli è in commissione da due anni e mezzo e da oltre un anno la proposta alternativa della destra giace lì, ferma.

 

Qui non si tratta di riaprire un iter», come sostiene Craxi, ma «di assumersi le proprie responsabilità davanti alla sofferenza delle persone e a una richiesta chiara della Consulta».

stefania craxi

 

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