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“LA SPAGNA? UN ALLEATO TERRIBILE. INTERROMPIAMO TUTTI I COMMERCI CON LORO” – LA SCENATA DI TRUMP DOPO CHE IL PREMIER SOCIALISTA, PEDRO SANCHEZ, HA NEGATO L’USO DELLE BASI IN TERRA IBERICA AGLI AMERICANI PER LA GUERRA CONTRO L’IRAN, DAL MOMENTO CHE L’OPERAZIONE NON E’ COPERTA DA UNA RISOLUZIONE DELLE NAZIONI UNITE – LA CASA BIANCA MINACCIA: “POTREMMO IMPORRE UN EMBARGO ALLA SPAGBA DA DOMANI. NON VOGLIAMO AVERE NULLA A CHE FARE CON LORO” – L’ATTO DI ACCUSA DEL TYCOON CONTRO SANCHEZ: “MADRID NON HA UNA GRANDE LEADERSHIP. È L’UNICO PAESE DELLA NATO A..." – VIDEO

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Articolo di Benedetta Perilli per repubblica.it - Estratti

 

La Spagna del socialista Pedro Sánchez non contribuisce alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran perché l’operazione non è coperta da una risoluzione delle Nazioni Unite e non è prevista da quanto stipulato nel trattato sottoscritto da Usa e Spagna sull’uso delle basi.

 

trump sanchez

In pratica, Madrid ha fatto sapere sin dalle ore successive all’avvio dell’operazione Epic Fury che dalle basi di Morón de la Frontera (Siviglia) e Rota (Cadice) non è stata fornita e non verrà fornita alcuna assistenza agli attacchi americani. Una scelta fuori dal coro dei Paesi Ue per la quale il presidente del governo, che di fatto diventa così il leader europeo di chi si oppone alla politica trumpiana, si era detto pronto ad assumersi tutte le conseguenze politiche.

 

E le conseguenze, per ora soltanto minacciate, non hanno tardato ad arrivare. Durante la conferenza stampa nello Studio Ovale, in seguito all’incontro di ieri con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Donald Trump parlando della postura di Madrid davanti all’attacco in Iran l’ha definita «un alleato terribile» per poi avvertire: «Ho detto a Scott Bessent di interrompere tutti i commerci con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro. Potremmo imporgli un embargo da domani».

 

Donald Trump e Pedro Sanchez

La Spagna, ha continuato, «è l’unico Paese della Nato a non aver accettato il tetto di spesa per la difesa al 5%» del Pil, facendo riferimento al primo grande scontro con il leader socialista e il tycoon avvenuto lo scorso giugno quando tutti i membri dell’Alleanza — tranne Madrid che era stata esentata — avevano accettato la richiesta americana di alzare entro il 2035 la spesa militare al 3,5% del Pil, più un 1,5% per investimenti tecnologici.

 

Già allora l’aveva definita «terribile» minacciando di «farle pagare il doppio dei dazi». Ieri a rassicurarlo è intervenuto Merz promettendogli di star lavorando «per convincerli ad aderire al 3-5%». Ma il presidente Usa ha aggiunto che «nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership». E sul futuro del Paese gli interessi dell’amministrazione guardano più alla crescita dell’estrema destra di Vox, da sempre pro-trumpiana, che al Partito popolare, il cui elettorato non si riconosce totalmente con il tycoon.

 

 

pedro sanchez donald trump

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