DAGOREPORT - ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE…
CHI DI LAGNA FERISCE, DI LAGNA PERISCE – GIORGIA MELONI, CHE NEL 2023 SI OFFENDEVA PERCHÉ VENIVA ESCLUSA DAI VERTICI EUROPEI, ORA FA INCAZZARE LO SPAGNOLO PEDRO SANCHEZ, RIMASTO FUORI DAL PRE-VERTICE UE SULLA COMPETITIVITÀ ORGANIZZATO DA ITALIA E GERMANIA – IL PREMIER IBERICO PROTESTA UFFICIALMENTE ADOMBRANDO IL SOSPETTO DI UNA SCELTA POLITICA. E LA DUCETTA RISPONDE CON UNA NOTA, CHE PEGGIORA IL CLIMA... - LA RICUCITURA DIPLOMATICA CON MACRON: "NON È IL MOMENTO DI LITIGARE"
DAGOSPIA DEL 9 FEBBRAIO 2023 - SI RIACCENDE LO SCONTRO ITALIA-FRANCIA - GIORGIA MELONI, APPENA ARRIVATA A BRUXELLES PER IL CONSIGLIO EUROPEO, MOLLA UNO SGANASSONE A MACRON CHE L’HA ESCLUSA DALLA CENA CON SCHOLZ E ZELENSKY, ISOLANDO POLITICAMENTE L’ITALIA E IL SUO GOVERNO: “L'INVITO DA PARTE DI EMMANUEL MACRON DI VOLODYMYR ZELENSKY A PARIGI È STATO INOPPORTUNO. LA NOSTRA FORZA DEVE ESSERE L'UNITÀ"
1 - L'INCONTRO RISERVATO CON MACRON "NON È IL MOMENTO DI LITIGARE"
Estratto dell’articolo di Anais Ginori,Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”
GIORGIA MELONI - EMMANUEL MACRON - FOTO LAPRESSE
È un disgelo obbligato quello che va in scena nel castello di Alden Biesen. Emmanuel Macron arriva in coppia con Friedrich Merz, per smentire platealmente la crisi della relazione franco-tedesca. Più tardi, a summit già iniziato, si ritaglia un momento per discutere con Giorgia Meloni. Faccia a faccia, dopo settimane assai tese.
L'attivismo del nuovo tandem Roma-Berlino […] ha irritato l'Eliseo. E il presidente francese non è rimasto a guardare. Prima lasciando trapelare l'ipotesi di una defezione. Poi rilanciando in un'intervista le sue priorità, dagli eurobond al Buy european. Alla fine, però, si presenta in Belgio con un profilo diverso. Più morbido, quasi conciliante.
GIORGIA MELONI (DI SPALLE) PARLA CON ORBAN E MERZ INSIEME ALLA SEGRETARIA PATRIZIA SCURTI
E non è un caso: pesa anche un vincolo di calendario. La Francia, infatti, è presidente di turno del G7 in agenda per giugno a Evian. Impensabile fare a meno di Germania e Italia in un evento che si annuncia frizzante, perché appeso all'incognita di Donald Trump.
La ricucitura parte da Berlino. L'Eliseo è convinto di aver scongiurato, almeno per ora, il grande divorzio sul dossier Fcas, il sistema di combattimento aereo del futuro su cui la Germania minacciava di rompere. Merz, raccontano nella capitale francese, dovrebbe dare prossimamente garanzie di non voler abbandonare il progetto.
Non solo. Oggi i due leader arriveranno insieme anche a Monaco per la Conferenza sulla sicurezza. E pronunceranno due discorsi di "dottrina", con l'ambizione di fissare una cornice sull'autonomia strategica europea.
pedro sanchez giorgia meloni conferenza per la ricostruzione in ucraina foto lapresse
Ed è proprio sulla difesa che si riavvicinano anche Roma e Parigi. Di buon mattino, nel castello delle Fiandre, Meloni e Macron si ritrovano con gli altri leader per una pausa caffè. Si osservano, senza parlarsi. Più tardi, però, si appartano. È un gesto politico, prima ancora che diplomatico. «Non è il momento di dividersi», ripetono fonti francesi, ricordando il doppio shock che incombe sull'Europa: da un lato l'instabilità del rapporto transatlantico, con lo "switch americano" nella Nato, dall'altro la minaccia russa crescente.
Il calendario lega Macron a Meloni anche grazie al vertice intergovernativo italo-francese ormai fissato per il 9 aprile a Tolosa. Il primo dopo l'entrata in vigore del Trattato del Quirinale. Negli anni successivi si sono accumulate crisi, dispetti e ripicche, fino alla proposta di un "reset" emersa a giugno a Palazzo Chigi, con l'idea di concentrarsi su un dossier simbolico e operativo come lo Spazio. Per turnazione, tocca alla Francia ospitare il summit, dopo quello di Napoli nel 2020. E l'invito è arrivato, segno che l'Eliseo vuole chiudere la fase di logoramento e riaprire un canale strutturato.
[…]
emmanuel macron donald tusk giorgia meloni consiglio europeo
2 - "UN DANNO QUEL SUMMIT A TRE" PROTESTA FORMALE DI SANCHEZ E DEGLI ALTRI SEI PAESI ESCLUSI
Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”
L'iniziativa italo-tedesca spacca l'Europa. E ieri si è avuta la conferma plastica durante il Consiglio europeo di Alden Biesen. Al prevertice organizzato da Merz e Meloni, infatti, mancavano 7 leader Ue: Spagna, Portogallo, Irlanda, Lettonia, Estonia, Lituania e Malta.
A protestare ufficialmente attraverso le vie diplomatiche è stato il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Gli "sherpa" della Moncloa (la sede del governo iberico) hanno fatto sapere a Palazzo Chigi di giudicare inopportune riunioni preliminari al summit informale sulla competitività. Per di più il sospetto che si trattasse di una scelta politica (Sanchez è socialista e tra poco anche il Portogallo avrà un primo ministro del Pse) ha acuito la tensione.
friedrich merz giorgia meloni foto lapresse
Giorgia Meloni ha voluto rispondere immediatamente al premier spagnolo socialista offrendo l'idea di non prendere in considerazione la sua protesta. Con una nota ha rimarcato di aver parlato con il "collega" spagnolo ma che nel corso del colloquio non ha sollevato alcuna questione in merito al mancato invito alla riunione di coordinamento svoltosi nella mattinata.
Una formula che non ha rasserenato il clima, anzi lo ha peggiorato.
Dopo Sanchez, infatti, anche l'esecutivo irlandese non ha nascosto il suo fastidio. […]
Pure il governo di Lisbona non ha gradito. […] I tre baltici hanno assistito con preoccupazione al prevertice perché vedono nell'asse Roma-Berlino il rischio che si rinunci ad una difesa comune. E per loro, che confinano con la Russia, è un aspetto fondamentale.
Ma lo scontro più importante in realtà si è consumato con la Francia. alla fine Emmanuel Macron ha preso parte all'incontro indetto da Italia e Germania, ma lo ha fatto contro voglia e senza occultare tutta la sua contrarietà. E infatti la frattura tra Parigi-Madrid da una parte e Berlino-Roma dall'altra non si è certo sanata ieri.
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