TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
L’EUROPA DEI PARACULI - IL LUSSEMBURGO, INSIEME A IRLANDA, MALTA E CIPRO, SI È OPPOSTO, CON SUCCESSO, A UN PROGETTO DI LEGGE EUROPEA CHE COSTRINGEREBBE LE MULTINAZIONALI A RENDERE NOTO DOVE PAGANO LE TASSE E FANNO PROFITTI - LA QUESTIONE DELL’UNITÀ FISCALE EUROPEA (CHE NON C’È) E CHE CONSENTE ALLE AZIENDE DI PRENDERE SEDE NEI PAESI IN CUI PAGANO MENO TASSE, COSTA AD OGNI PAESE MEMBRO QUALCOSA COME 50-70 MILIARDI DI EURO L’ANNO
il porto franco all aeroporto di lussemburgo
Luciana Grosso - https://it.businessinsider.com/il-lussemburgo-contro-la-ue-sulla-trasparenza-fiscale-la-difesa-delle-multinazionali-costa-oltre-mille-miliardi-lanno/
juncker da una parte presidente della commissione dall altra premier lussemburghese
Giovedì scorso, il Lussemburgo si è opposto, con successo, a un progetto di legge europea che costringerebbe le multinazionali a rendere noto dove pagano le tasse e fanno profitti. Le nuove regole di segnalazione erano state proposte tre anni fa per reprimere il giro di elusione fiscale da oltre mille miliardi di euro emerso dopo lo scandalo dei Panama Papers. Ma il piccolo Granducato è detto contrario (insieme ai colleghi Irlanda, Malta e Cipro). La questione dell’unità fiscale europea (che non c’è) e che consente alle aziende di prendere sede nei paesi in cui pagano meno tasse, costa ad ogni Paese membro qualcoso come 50-70 miliardi di euro l’anno.
Il Lussemburgo e gli altri paesi contrari hanno sostenuto che il disegno di legge bocciato giovedì potrebbe sconvolgere i colloqui globali per sviluppare una tassa digitale. Hanno inoltre sostenuto che i piani dovrebbero essere gestiti solo dai ministri delle finanze, non dall’industria e dai responsabili dell’occupazione presenti alla sessione del Consiglio Competitività di giovedì, che gestisce le politiche relative al mercato interno e all’industria dell’Ue.
Il voto contrario di giovedì da parte di Lussemburgo e degli altri Paesi che sono (o aspirano a essere) paradisi fiscali ha attirato le critiche di tutti gli altri Stati membri, della presidenza di turno Finlandese e anche della ONG anticorruzione Transparency International che ha definito il voto ‘oltraggioso’.
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