DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOA…
BASTA CON QUESTA NARRAZIONE DEL “MELONI È BRAVA MA SI CIRCONDA DI INCOMPETENTI”: DOPO QUATTRO ANNI DI GOVERNO NON REGGE PIÙ – MARCO TRAVAGLIO, CHE GIÀ IN PASSATO NON AVEVA LESINATO COMMENTI AMOROSI VERSO LA DUCETTA, A “OTTO E MEZZO” LA DIFENDE DOPO LA SCOPPOLA AL REFERENDUM: “L’HANNO ROVINATA NORDIO, DELMASTRO, FORZA ITALIA E ADESSO TRUMP. LEI È UNA PERSONA LEALE E HA MESSO LA FACCIA SU UNA ROBA CHE NON È LA SUA. SE È RIMASTA LUCIDA COME L’HO CONOSCIUTA, PRENDE VIA ARENULA E PASSA IL NAPALM” – LA REPLICA DI MASSIMO GIANNINI: “È UNA SCONFITTA DA IMPUTARE FINO IN FONDO TUTTA A GIORGIA MELONI. IL DISEGNO DI LEGGE DI REVISIONE COSTITUZIONALE PORTA COME PRIMA FIRMATARIA GIORGIA MELONI. NESSUNO LE CHIEDE DI DIMETTERSI PERCHÉ LEI SI DIMETTERÀ DA SOLA, PERCHÉ HA TAGLIATO, RECISO LE RADICI CHE AVEVA COL PAESE. QUESTO RISULTATO DIMOSTRA CHE NON HA PIÙ LA PERCEZIONE DI QUELLO CHE SUCCEDE IN ITALIA…”
Trascrizione di una parte del dibattito tra Marco Travaglio e Massimo Giannini a “Otto e mezzo”, La7
MARCO TRAVAGLIO: Mi viene in mente una foto del libro di De Crescenzo, la Napoli di Bellavista, dove c’era un tizio vestito di tutto punto che però era ridotto all’accattonaggio e aveva messo un cartello vicino al piattino dove chiedeva i soldi dell’elemosina “rovinato da mio cognato”.
La Meloni dovrebbe mettere un cartello con scritto “rovinata dagli amici”, perché a lei l’hanno rovinata Nordio, Delmastro, Forza Italia e adesso Trump, non Trump in assoluto, Trump con questa assurda guerra in Iran che sta provocando danni all’Europa, agli Stati Uniti, in primis all’Italia e nessun vantaggio agli alleati, tranne Netanyahu che ovviamente sappiamo che vive di guerra, se no va in galera.
Quindi adesso la Meloni è una persona, sappiamo che ha tanti difetti, io non condivido quasi niente, ma è una persona leale e quindi ha messo la faccia su una roba che non è la sua, che secondo me non ha neanche capito bene che conseguenze avrebbe portato e per fortuna ce la siamo scampata. È una persona sicuramente sveglia.
LILLI GRUBER: Non facciamola meno accorta di quello che è…
MARCO TRAVAGLIO: No, ha messo la faccia, invece di darsi, come aveva fatto all’inizio della campagna elettorale dove praticamente sembrava che non fosse roba sua, alla fine è andata a metterci la faccia e si è schiantata con tanto di faccia.
marco travaglio giorgia meloni
In più è una persona sveglia, quindi si rende conto che se va avanti con Nordio, Delmastro, le Bartolozzi, eccetera...
Ho letto che Nordio ha capito tutto del messaggio degli italiani, infatti adesso ha detto che ripristina la prescrizione contro la legge Bonafede, poi abolisce il Trojan, poi fa tutte le cose che gli italiani non vogliono più sentir parlare.
LILLI GRUBER: È tutto quello che ha pronto, no? In Parlamento nella commissione.
MARCO TRAVAGLIO: Sì, quindi se la Meloni è rimasta lucida come io l’ho conosciuta, prende Via Arenula e passa il Napalm, cioè di lì non esce più niente fino alle elezioni, cioè blocca tutto.
Se invece ha perso, oltre al tocco magico e all’aura di invincibilità che ha perso oggi, anche la lucidità, allora lascia che Nordio le picconi gli ultimi pezzi di consenso che le sono rimasti e che non riguardano naturalmente solo il merito della riforma, avete ragione, l’avete detto.
Lei ha pagato tutto insieme una serie di ambiguità e di errori che riguardano il riarmo, che riguardano Gaza, che riguardano l’Iran, che riguardano l’energia, che un po’ derivano da lei e dalle sue ambiguità e un po’ derivano dagli amici che, diciamo, l’hanno rovinata.
[…]
GIORGIA MELONI - MEME SUL REFERENDUM
MASSIMO GIANNINI: Voglio dire un paio di cose. Io non sono d’accordo su questa chiave di lettura e cioè lei ha perso il referendum per colpa dei suoi. Lei sicuramente ha avuto un influsso nefasto dall’abbraccio mortale con Donald Trump. Questo è evidente a tutti.
Prima ancora della guerra, lei ha appoggiato Trump su qualunque cosa lo sceriffo di Washington abbia fatto all’interno degli Stati Uniti d’America, a partire dalle milizie dell’Ice che sparavano agli americani per strada, fino ad arrivare all’invasione del Venezuela, del tutto legittima, secondo la nostra Presidente del Consiglio.
LILLI GRUBER: Ma poi i dazi, ricordiamo i dazi.
GIORGIA MELONI E IL REFERENDUM - MEME BY VUKIC
MASSIMO GIANNINI: Ecco, i dazi una grande opportunità per il paese. Così l’avevano definiti. Adesso stiamo pagando dal punto di vista dell’economia anche il costo dei dazi.
Tutte cose che persone intelligenti come Italo Bocchino hanno sempre negato dicendo, non mi interrompere, dicendo che tutte le cose in questo paese andavano meravigliosamente bene e che Meloni era infallibile.
L’altra cosa che non sulla quale non sono d’accordo. Questa è una sconfitta da imputare fino in fondo tutta a Giorgia Meloni. Io non sono d’accordo sul fatto che si dica ha fatto una battaglia non sua. Il disegno di legge di revisione costituzionale sulla giustizia porta come prima firmataria Giorgia Meloni.
È vero che lei in passato, avendo fatto politica quando è stato ucciso Borsellino e la sua forza politica originaria è sempre stata legalitaria, securitaria, molto più vicina ai magistrati che non ai politici, verissimo. Ma tutto questo appartiene al passato.
Oggi siamo dentro un ciclo autoritario, capocratico… Quindi, concludo, da adesso in poi cambia tutto. Nessuno dice che Meloni si deve dimettere. Neanche l’opposizione l’ha chiesta oggi, né Schlein, né Conte, né Bonelli, né Fratoianni. Nessuno l’ha chiesto.
giorgia meloni al seggio per il referendum sulla giustizia foto lapresse1
LILLI GRUBER: Anche perché il fronte del centrosinistra non sarebbe pronto, verrebbe da dire.
MASSIMO GIANNINI: Esatto… Voglio dire state attenti a continuare con questa narrazione. Apritele gli occhi perché da adesso in poi il tema non è se lei si dimette, no? Non lo farà e non manderà a casa nessuno dei suoi ministri e nessuno dei suoi sottosegretari. Ma nessuno le chiede di dimettersi perché lei si dimetterà da sola, perché lei ha tagliato, reciso le radici che aveva col paese. Questo risultato dimostra che lei non ha più, chiusa nel suo palazzo, non ha più la percezione di quello che succede in Italia.
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giorgia meloni ammette la sconfitta al referendum sulla giustizia 4
massimo giannini otto e mezzo
italo bocchino otto e mezzo
marco travaglio massimo giannini otto e mezzo
massimo giannini otto e mezzo
lilli gruber otto e mezzo
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