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LE MATTANE DI TRUMP SPINGONO GLI ITALIANI TRA LE BRACCIA DI PUTIN – IL 41,5% DEI NOSTRI CONCITTADINI È FAVOREVOLE AD ACQUISTARE IL GAS DA MOSCA PUR DI ABBASSARE IL COSTO DELLE BOLLETTE, LIEVITATO A CAUSA DELLA SUA GUERRA IN IRAN – IL SONDAGGIO DI ALESSANDRA GHISLERI: A CAUSA DEI RINCARI, IL 47.8% DEGLI ITALIANI HA INIZIATO A RISPARMIARE SUI CONSUMI ENERGETICI - IL CONFLITTO HA ANCHE COMPLICATO IL RAPPORTO CON GLI USA: OLTRE LA METÀ DELLE PERSONE CREDE CHE IL NOSTRO LEGAME CON L'AMERICA SIA UN RISCHIO. L'80,1% DELL'OPINIONE PUBBLICA RITIENE CHE TRUMP ABBIA SUPERATO OGNI LIMITE...
Estratto dell'articolo di Alessandra Ghisleri per "la Stampa"
donald trump come gesu e giorgia meloni - vignetta by vukic
C'è un dato che, più di tutti, racconta il tempo che stiamo vivendo: quasi un italiano su due (47,8%), secondo i sondaggi di Only Numbers, ha già iniziato a risparmiare sui consumi energetici. Non è una scelta ideologica, né il segnale di una improvvisa svolta ecologista collettiva, ma una necessità concreta. Ancora una volta è il portafoglio, prima ancora della politica, a dettare le priorità.
La guerra in Medio Oriente, lontana geograficamente ma ormai vicinissima nelle sue conseguenze, sta producendo effetti immediati e tangibili: bollette più care, incertezza diffusa, nuove paure… E come spesso accade nei momenti di pressione economica, sono le famiglie - e in particolare le donne (48,6%) come emerge dal sondaggio - a farsi carico per prime dell'adattamento quotidiano.
Ridurre, ottimizzare, rinunciare: una gestione silenziosa che racconta più di molte dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, questo sforzo non pesa allo stesso modo su tutti. Per alcuni significa riorganizzare i consumi, per altri rinunciare a ciò che era già essenziale. È qui che la crisi energetica smette di essere solo un tema economico e diventa una questione sociale, che amplifica disuguaglianze già esistenti.
meme donald trump giorgia meloni 1
Sotto la superficie dei comportamenti individuali si muove una frattura politica e culturale sempre più evidente. Il 41,5% degli italiani si dice favorevole a rimuovere le sanzioni alla Russia pur di tornare a un'energia più accessibile. È un dato che non può essere liquidato come semplice nostalgia del passato o cinismo economico, è, invece, il segnale di un disagio reale, che mette in discussione l'equilibrio tra principi geopolitici e sostenibilità sociale.
L'Italia, su questo, si divide nettamente. Da una parte un centrosinistra che difende la linea delle sanzioni come scelta di campo etica e strategica (54,1%); dall'altra un centrodestra (54,3%), con aperture significative anche dal Movimento 5 Stelle (44,7%), più disposti a rimettere in discussione quei vincoli in nome di una maggiore tutela interna.
[...] A complicare ulteriormente il quadro c'è il rapporto con gli Stati Uniti e, in particolare, con il suo presidente Donald Trump. Più della metà degli italiani percepisce questo legame come un rischio, segno di una fiducia tutt'altro che consolidata nei confronti dell'alleato storico. E quando l'80,1% dell'opinione pubblica ritiene che sia stato superato ogni limite, la politica estera smette di essere materia per specialisti e diventa sentimento diffuso.
Eppure, in uno scenario attraversato da tensioni, paure e divisioni, emerge un elemento apparentemente controcorrente: il desiderio di stabilità. La fiducia nella presidente del Consiglio e nel suo partito non registra scosse significative, come se, in una fase di incertezza globale, una parte compatta del Paese preferisse ancorarsi a un punto fermo piuttosto che avventurarsi nell'ignoto.
Anche le opposizioni, del resto, non mostrano variazioni rilevanti. È forse questa la chiave di lettura più interessante: gli italiani stanno cambiando comportamenti, opinioni e priorità, ma non cercano necessariamente una rottura. Piuttosto, sembrano chiedere protezione, gradualità, rassicurazione. Domandano risposte concrete più che battaglie simboliche, stabilità più che scosse. [...]
Perché mentre il confronto pubblico resta spesso astratto, nelle case degli italiani accade altro: si spegne una luce in più, si abbassa il termostato, si rinvia una spesa. Piccoli gesti, apparentemente marginali, che raccontano però una realtà molto concreta. È lì, in quella quotidianità silenziosa, che si misura davvero lo stato di salute della nazione. C'è però un rischio ancora più profondo, meno visibile, ma forse più insidioso: che questa capacità di adattamento si trasformi in assuefazione. Che il ridurre, il rinunciare, il rimandare diventino la normalità accettata, e non più una fase da superare. [...]
GAS N ROSES - MEME BY CARLI
DA DOVE IMPORTIAMO GAS E PETROLIO
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