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Da La Stampa
Nel giorno del giuramento di Paolo Gentiloni nella Direzione del Pd va in scena la resa dei conti. «La realtà è sempre più forte della comunicazione e 33 milioni di italiani hanno mandato un messaggio che così non va proprio, bisogna cambiare con umiltà, cambiare rotta radicalmente. Così la sinistra non ha senso e noi non siamo più noi stessi ed il Pd è destinato a morire» attacca Roberto Speranza invitando a «vedere la rabbia, il disagio, l’inquietudine nella società» e a smettere di «mettere la testa sotto la sabbia».
“DICCI SE C’È SPAZIO PER MINORANZA”
«Davanti alle manifestazioni organizzate e agli attacchi sul web io chiedo a Matteo Renzi di dirci se non c’è più spazio nel Pd per chi ha votato no, lo si dica con chiarezza. Io penso che bisogna recuperare un pezzo di elettorato che ha votato no. Il mio seggio è a disposizione, ho già dimostrato di non essere attaccato alla poltrona ma è inimmaginabile pretendere che si rinunci alle proprie idee» ha aggiunto.
“NO A CONGRESSO ARROGANTE PER RIVINCITA «CAPO»”
«Non si può eludere il messaggio di fondo del 4 dicembre, che chiede una fortissima discontinuità e chiede di capire ciò che è accaduto, con l’umiltà di ripartire con uno spirito diverso. Vedo ancora troppo arroganza nel vantare il Sì al 40%: sembra quasi una sfida ai 19milioni di italiani che hanno votato No. E vedo il tentativo di trasformare il congresso in un plebiscito o nella rivincita del capo irritato dall’esito del referendum» ha continuato Speranza, che guida l’area di minoranza Pd Sinistra riformista, in direzione. «Un congresso serve, ma vero, che ci faccia confrontare davvero con il mondo fuori dal Pd. Un congresso sulla nostra collocazione politica. Un congresso, non un votificio della domenica mattina. Serve scegliere la leadership, ma non serve solo questo», sottolinea Speranza.
RENZI: “NOSTRO DISEGNO BOCCIATO DA ELETTORI”
«Il nostro disegno è stato bocciato dagli elettori. Ora bisogna aprire una riflessione, io vorrei farla nel modo più ampio possibile ma senza cedere a rappresentazioni macchiettistiche» ha replicato Renzi. Il Pd dovrà fare un congresso con gli iscritti e le primarie, «sapendo che c’è un appuntamento imminente con le elezioni perché è evidente che nell’arco dei prossimi mesi andremo alle elezioni politiche, che noi gli altri più di noi in questi giorni hanno invocato». «Credo sia un bel giorno quello nel quale diciamo tutti insieme buon lavoro a Paolo Gentiloni- Ci siamo assunti il compito della responsabilità, dopo aver ricevuto dagli altri partiti un diniego. Le modalità di ciò devono essere chiare, forti ed evidenti: è di una trasparenza cristallina e segno di responsabilità verso il Paese».
DOCUMENTO MINORANZA PD: SÌ A FIDUCIA MA DISCONTINUITÀ
matteo renzi dopo il referendum
La minoranza Pd presenta nella direzione del partito un documento per mettere a verbale la richiesta di «discontinuità» nell’azione di governo. Gli esponenti dell’area che fa capo a Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani annunciano il sì alla fiducia al governo Gentiloni per «senso di responsabilità verso il Paese e il presidente Mattarella», ma con la richiesta di un cambiamento tangibile sulle politiche del governo.
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