DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN…
QUI RADIO COLLE - UGO MAGRI: “IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E’ PARECCHIO ALLARMATO (A RAGIONE) DALLA GUERRA IN IRAN PER I POSSIBILI GRAVI CONTRACCOLPI SULL'ITALIA IN TERMINI ECONOMICI OLTRE CHE DI SICUREZZA - AL QUIRINALE DOMINA LA MASSIMA PRUDENZA E VENGONO LIQUIDATE CON SCETTICISMO LE VOCI SECONDO CUI NELLA MAGGIORANZA E PERFINO NELLA CERCHIA PIÙ RISTRETTA DI GIORGIA MELONI CI SAREBBE CHI SPINGE PER ELEZIONI SUBITO, PER UNA RIVINCITA IMMEDIATA NELLE URNE SENZA CURARSI DELLE CONSEGUENZE. CI SONO DUE PROBLEMI..."
Estratto dell’articolo Ugo Magri per “la Stampa”
giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa
[…] Nei palazzi qualcuno si domanda, ad esempio, se il presidente vorrà fare chiarezza sul futuro spingendo Giorgia Meloni a riferire davanti alle Camere (con un dibattito seguito magari da voto di fiducia). Ma […] Mattarella si guarda bene dall'esercitare qualunque tipo di pressione sulla premier, tantomeno dall'intromettersi specie per quanto riguarda il passaggio parlamentare eventuale. Spetta a lei decidere le sue mosse. […]
C'è differenza tra la bocciatura di una riforma costituzionale, per quanto dolorosa, e la tenuta del governo o della sua maggioranza: si tratta di piani diversi che su Colle sanno distinguere; confonderli non sarebbe di aiuto specie in questo momento storico, con tutto quanto accade nel mondo. La percezione […] è che il presidente della Repubblica sia parecchio allarmato (a ragione) dalla guerra in Iran per i possibili gravi contraccolpi sull'Italia in termini economici oltre che di sicurezza. Ogni calcolo politico dovrebbe fare i conti con questa drammatica realtà.
sergio mattarella e giorgia meloni - consiglio supremo della difesa
Per cui al Quirinale domina la massima prudenza e vengono liquidate con scetticismo le voci, che pure continuano a circolare, secondo cui nella maggioranza e perfino nella cerchia più ristretta della premier ci sarebbe chi spinge per elezioni subito, per una rivincita immediata nelle urne senza curarsi delle conseguenze.
Problema numero uno: lo scioglimento delle Camere andrebbe spiegato al Paese, e non si vede quale giustificato pretesto potrebbe essere addotto per uno strappo di tale portata. Seconda difficoltà: occorrerebbe indicare chi e come gestirebbe l'emergenza internazionale per tutto il tempo in cui l'Italia restasse senza un governo in grado di decidere, nell'attesa che si tengano nuove elezioni. E non sono questi tempi da ordinaria amministrazione.
giorgia meloni e sergio mattarella ai funerali di ratzinger
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